Che cool!

Hello, sono il new normal,

sto andando a farmi il booster perché Christmas is in the air ma anche Omicron is in the air e io provo tanto love per i più old, perciò rischio with a smile sotto la mask e poi ho l’upgrade del mio greenpass che è supercalifragilisticazzichestiloso, così vado al pub a bere beer mentre i No fanno i mouse in the house e benglista’, sono solo freaks che meritano il gas, ma io metto rainbows nel presepe, i re magi con il pass, little Jesus con la mask e la Virgin con la barb perché provo tanto love for everyone e la loro diversity, l’inclusivity, la positivity, la fragility e perché sono ecosostenibily. Solo i No sono bad, sono un cult con tanto cash, loro vogliono il lockdown for everyone, ma saranno alone al cenone con tanto carbone che è pure fossile e Greta non vuole. A me bollicine, a voi Co2.  Che si legge Cotwo.

Merry holidays and a happy new emergency for those who believe in the Holy Science. 

 

 

Un pass è per sempre

Weltanschauung Italia

L’ idea di un green pass svincolato dall’emergenza sanitaria si fa sempre più forte, tangibile, viva. L’obiettivo, neanche troppo celato, è quello di far diventare il lasciapassare uno strumento non più legato all’eccezionale, ma all’ordinario.

Non più subordinato alla presunta crisi sanitaria, ma presente nella quotidianità. Non più un dispositivo ancorato alla fictio della tutela della salute, ma un vero e proprio pass per la vita lavorativa e pubblica.

La farsa dei tamponi, così come il teatro pandemico, non può durare in eterno. La va***nazione, nei loro piani, dovrà essere necessariamente l’unica via percorribile per ottenere la carta verde, essendo essa un mezzo sicuro ed efficace per i propositi ricattatori dell’autorità. L’ottica di praemium intrinseca nel rilascio del QR code viene, così, ancor più esaltata.

Con la “tessera del partito” si da, de facto, un riconoscimento psicologico all’individuo, che considera i suoi diritti fondamentali non più appartenenti a lui in quanto uomo, ma un permesso a tempo determinato che lo Stato fornisce come ricompensa per la sua buona condotta ed il suo conformismo. Tutto ciò è inaccettabile, disumano, giuridicamente e moralmente aberrante.

Se ciò che è tuo, che compone la tua natura e la tua essenza, ti viene brutalmente tolto e ridato sotto forma di concessione governativa revocabile, nessuno è più al sicuro. Ed a quel punto siringarsi all’infinito, involversi in colabrodo per illudersi di “tornare alla normalità” non servirà a più nulla. Ogni libertà ceduta ora, senza combattere, per il quieto vivere, sarà pressoché irrecuperabile domani.

Per questo motivo è vietato mollare Per tutto ciò che ci è caro al mondo, è vitale non cedere. Oggi più che mai.

WI

La nuda verità

La verità esce dal pozzo (Jean Leon Gerome, 1896)

La Menzogna disse alla Verità ‘Facciamo un bagno insieme, l’acqua del pozzo è molto bella’

La Verità, ancora sospettosa, provò l’acqua e scopri’ che era davvero bella. A quel punto si spogliarono e fecero il bagno.

Ma improvvisamente la Menzogna usci’ dall’acqua e fuggi’, indossando i vestiti della Verità.

La Verità, furiosa, usci’ dal pozzo per riprendersi i vestiti. Incapace di indossare i vestiti della Menzogna, restò nuda.

Ma il mondo, vedendo la Verità nuda, distolse lo sguardo, con rabbia e disprezzo.

La povera Verità tornò al pozzo e scomparve per sempre, nascondendo la sua vergogna.

Da allora, la Menzogna gira per il mondo, vestita come la Verità, soddisfacendo i bisogni della società…

Poiché il mondo non nutre alcun desiderio di incontrare la Verità nuda.

Bergamo e Torino

Da Weltanschauung Italia:

Due estratti dalla lettera degli Studenti dell’Università di Bergamo alle autorità accademiche (1 Settembre 2021).

“Caro Rettore, con la presente ci sentiamo di rassicurarLa: Lei può senz’altro contare sul nostro senso di responsabilità morale, non certo nel farci “quanto prima (possibile)” vaccinare (visto che il vaccino, come sopra ricordato, non assicura affatto di poter “tenere a bada” il contagio), bensì nel non assecondare, per il bene nostro e altrui, un nuovo ordine culturale, legislativo e sociale nutrito d’irresponsabilità politica e di coartazione tecnologico-sanitaria. Da parte nostra sarebbe relativamente comodo, facile e indolore accettare il requisito del Green Pass per meglio concentrarci egoisticamente sulla nostra singola carriera universitaria, apprestandoci a vivere il mondo di domani come se non fosse un prodotto delle nostre scelte (o delle nostre reticenze) di oggi. Disgraziatamente, però, il nostro senso di responsabilità ci trattiene dal farlo.”

“Da aspiranti filologi e filosofi, ci chiediamo come sia ammissibile una massificazione tanto violenta e un depauperamento tanto sistematico e su larga scala del linguaggio e del pensiero critico.
Da aspiranti pedagogisti, ci domandiamo se tutto ciò non sottintenda un preoccupante stravolgimento dei concetti stessi di istruzione, di educazione e di insegnamento.
Da aspiranti psicologi, ci interroghiamo su quanto sia legittimo ed eticamente accettabile l’abuso di tecniche di condizionamento mentale da parte di mass media e istituzioni nel promuovere la campagna vaccinale.
Da aspiranti ingegneri, ci chiediamo quanto sia effettivamente fondato e corretto un utilizzo mediatico e strumentale di statistiche e dati, volti a giustificare restrizioni e norme politico-sanitarie.
Da aspiranti giuristi, ci interroghiamo su quanto siano tollerabili nel nome dell’emergenza sanitaria la drastica riduzione e il graduale smantellamento delle libertà fondamentali sancite dalla Costituzione Italiana e dell’ordinamento democratico del nostro Paese.
Da esseri umani, ci domandiamo quanto sia sostenibile questa china tecnocratica e disumana che si va profilando, e a quale idea di futuro autoritario e biomedicalizzato ci stiamo progressivamente adattando. Per paura, indifferenza o conformismo.
Ci chiediamo tutto questo, e lo chiediamo a voi. A ciascuno di voi.”

Eva

C’era poi questa stanza di plastica che indossavi come un apicoltore che maneggia un favo; Eva si abbarbicò con meccanica goffaggine a una vecchietta  dalla vestaglia consumata ai gomiti, tanto che la povera sessantenne, piuttosto che avvertire amore empatico, percepì un brivido gelato in tutto il corpo e restò secca, sul posto, già avvoltolata nell’involucro trasparente. Eva fu allontanata da quattro energumeni tutti uguali, col bicipite sviluppato e gli occhi vicini vicini, in camice rosa e zatteroni ai piedi. 

Altri cinque anni, e la vecchietta sarebbe comunque morta. Da alcuni decenni, gli esseri umani non superavano la soglia dei sessantacinque, a esclusione dei ricchi. I molto ricchi. Quelli, sembravano vivere per sempre. Ma Eva non faceva parte di nessuna delle due categorie, perciò archiviò l’esperienza appena vissuta nella cartella degli esperimenti non riusciti. E anche nella cartella di quelli riusciti. 

Da alcuni decenni, i popoli avevano smesso, grazie alla spinta gentile dei governanti eletti attraverso democratici voti digitali, di vedere nella vecchiaia un traguardo degno di nota, dove godersi, salute permettendo, i frutti dell’esperienza e del duro lavoro. L’esperienza era condivisa da tutti, il lavoro non era poi così duro, si guadagnava il giusto e si spendeva tutto. Non si possedeva nulla e, quando giungeva la propria ora, ci si spegneva come una pila scarica.

Anche le nascite: all’inizio, ci si stupì del brusco calo; dopo qualche tempo, il numero si stabilizzò al ribasso con precisa costanza, e nessuno ci fece più caso.  Successe ovunque, in maniera matematica verrebbe da dire, ma quasi nessuno si prese la briga di approfondire. Qualcuno indagò, ma poi cambiò idea oppure morì. Il destino, a volte, decide per noi con accurata puntualità. 

Tutto era cambiato con un poderoso e alquanto improvviso giro di vite, trasformando la letteratura passata in fantascienza e, cosa strana, alla gente la fantascienza non piaceva più e aveva smesso di leggere. Nelle case non si percepiva più il profumo della carta stampata, le biblioteche erano luoghi di memorabilia come il museo delle cere o della tortura, tipici dei luoghi turistici ma con meno avventori.

Eva espose il viso al sole, schermato da decenni per contrastare il riscaldamento globale, ricaricò le batterie e si preparò a incontrare la sua compagna di vita, la sorella, l’amica. Il suo alter-ego.

Stette immobile a osservarne la figura sempre più nitida a mano a mano che si avvicinava e, quando ormai era a portata di voce, la salutò, all’unisono con l’altra.

“Ciao, Eva.”

“Ciao, Eva.”

Fine prima parte. 

Dedicata a un bravo medico che non c’è più.

 

Goodbye, freni inibitori

th

Da Weltanschauung Italia

Nonostante decenni di lessico politicamente corretto, giornate della memoria e pubblicità progresso per il superamento di pregiudizi e discriminazioni, nonostante eventi benefici, campagne di sensibilizzazione contro ogni forma di odio, iniziative a favore di qualsiasi minoranza e produzioni dell’industria culturale nelle quali l’inclusività e il rispetto delle differenze vengono ripetute fino allo sfinimento, le pulsioni più basse della massa non sono state certamente eliminate ma soltanto compresse e represse.

Nascoste e acquattate nei sotterranei dell’anima e nel privato, sono rimaste in attesa di tornare fuori con un balzo accumulando voracità e intensità.

Il bisogno di un bersaglio da accusare e su cui sfogare le proprie frustrazioni emotive, materiali ed esistenziali, la necessità di individuare un capro espiatorio, il desiderio di sentirsi migliori e superiori a qualcun altro, la brama di godere di privilegi, hanno sempre fatto parte del funzionamento psichico dell’uomo contemporaneo ma non era opportuno esplicitarli pubblicamente se non si voleva incappare nel biasimo collettivo e in varie accuse preconfezionate.

Con le paventate restrizioni mirate esclusivamente ai non benedetti dal magico siero che tutto può, il potere ha finalmente fornito alla neo plebe contemporanea una categoria da poter discriminare, ghettizzare, sbeffeggiare, evitare, disprezzare, perseguitare, criticare, condannare e detestare senza più sensi di colpa o vergogna.

I sentimenti più biechi, tenuti ipocritamente al guinzaglio dalla propaganda buonista e zuccherosa, possono ora essere lasciati correre a briglia sciolta alla luce del sole, addirittura giustificati e incentivati da una patina di nobili intenti solidali e civici.

Il non benedetto, reo di non aderire ciecamente alla nuova parareligione scientista, di dubitare del clero cultural-mediatico e di lesa maestà nei confronti degli esperti titolati, irresponsabile nel suo affidarsi al proprio sistema immunitario e nella sua testarda ostinazione a disporre del proprio corpo, è il feticcio perfetto sventolato dalle élite per scatenare un aperto conflitto orizzontale all’interno delle masse di subordinati.

WI