Il caso del dolce di Natale

 Che cosa può mai fare una vedova sola e senza figli per respirare aria di famiglia felice e quotidianità pacifica tra le quattro mura domestiche?

Sono una donna che ama la solitudine (dotata di tutti i comforts, naturalmente), ma che sa apprezzare il piacere della buona compagnia, di un sorriso spontaneo, di risate di bimbi…

Tutto questo mi viene offerto con vigoroso entusiasmo da amici, parenti e consanguinei che, lieti di contribuire al prolungamento della razza umana, ci hanno dato dentro con il pargolame. Ora, tutto questo suscita il mio più profondo rispetto, ma la domanda che  sorge spontanea nella mia brillante mente è la seguente…

Perchè mi tocca essere partecipe di compleanni, natali, comunioni, cresime, feste di diplomi etc. etc. (con conseguente esborso di denaro in misura via via maggiore con la crescita dei virgulti) e io, povera donna senza prole, non ricevo neppure una bottiglia di Cartizze come ringraziamento?

Per il Natale a venire, potrei decidere di occuparmi del dessert e deliziarvi col mio famoso pudding ai quattro veleni. Mai nessuno che abbia detto che non gli sia piaciuto!

Carissimi amici, amatissimi cognati, vorrei darvi comunicazione del mio vero sentire, senza remore e senza fraintendimenti. Questo è ciò che penso della sequela infinita, del carosello tedioso delle festività che segnano il passare degli anni della vostra progenie:

sticazzissimi

8 pensieri su “Il caso del dolce di Natale

  1. Ti tocca perché, chiaramente, non sei stata chiara sin dall’inizio. Il disinteresse va ostentato affinché tutti ne siano informati, consci, spaventati. Parimenti va ostentata la noia o lo scazzo. Renditi insopportabile, di’ quello che pensi: “la torta è immangiabile, dove l’avete comprata? (mentre sai benissimo che è stata fatta in casa)”; “il pargolo compie 6 anni, vero? ma come 8??? ma allora cresce poco”. Cose così. Vedrai, dove non arriverà il tuo cinismo, ti precederà la tua fama 😉

    1. E’ vero…in un momento di debolezza, di desiderio di mulinobianco, ho finto di provare piacere davanti allo scempio dell’apertura regali da parte di uno sciame di locuste minorenni.
      Un attimo, e il mio destino è stato segnato.
      Ora, per quanto confonda i nomi dei pargoli, non abbia la più pallida idea della loro età e faccia regali alla cazzo, essi mi vogliono presente.
      Ahimè, la mia naturale allure mi si rivolta contro!

  2. Una volta ho provato anche a tenere un fusillo barilla in tasca, per vedere se suscitava in me ricordo di casa lontana…l’ho polverizzato con il mio tacco dodici.

  3. Deliziosamente determinata! Cin cin missiswhite! Un brindisi all’umorismo e a chi ha inventato il Cartizze 🙂

    1. Sarà Monsieur Cartizze? Ho deciso che il mio prossimo marito sarà un rinomato proprietario di vigneti nella campagna di Bordeaux. Deve avere uno chateau, un caminetto e due cani da caccia.
      Ciao, chérie!

  4. Visti i tempi che corrono va bene anche un contadino di Medeazza, basta che abbia un osmiza e un buon Terrano :)))

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