La domatrice

penguin

 

Come trastullare lo spirito provato di un’avvenente vedova, sdraiata in riva al mar, cui sono stati portati via gli affetti più cari?

Dedicandosi, naturalmente, allo studio della fauna variegata che cerca refrigerio dall’impietosa estate!

Eccomi qui, mollemente rilasciata sul mio lettino color corda come la Paolina Bonaparte del Canova. Tardo pomeriggio, poiché una vera signora conosce i rischi di un’esposizione selvaggia al sole; occhiali scuri, turbante nero in pendant con costume che rivela le mie feline e ferine sinuosità.

Ed eccoli, loro. Lui e lei. Noto immediatamente i due cappelloni da cow-boy che entrambi calzano con malcelato orgoglio: color paglia per lui e nero per lei.

Wild Bill è un bassetto dalla pancia importante, con grugno perenne: un grugno con cipiglio, per l’esattezza. Sembra stato costretto a raggiungere la battigia e, ivi, non riesce a darsi pace. Passeggia, cappello, mani sui fianchi e cipiglio. Va in acqua,  cappello, mani sui fianchi e cipiglio. Guadagna la strada per il bar, cappello, etc. etc. etc.

Calamity Jane, dal canto suo, poggia il deretano quarantenne sul lettino e non lo sposta più; ha persino l’ardire di togliere il cappello, accarezzarlo con venerazione e depositarlo sul tettuccio, credo a malincuore.

Un giovine con addominali scolpiti mi passa accanto, e io mi distraggo per un breve momento. Quando il mio sguardo appagato cerca la vista del mare, Wild Bill e lì, in mezzo alle onde, con l’acqua ad altezza ombelico, cappello, mani sui fianchi e cipiglio.

Passa un venditore thailandese con due pinguini gonfiabili in mano: il “mai più senza” dell’estate per i piccini in vacanza dal nord  al sud, dal Manzanarre al Reno.

E, come colto da epifania, il nostro si anima: il cipiglio si trasforma in interesse sfrenato, cupidigia, desiderio. Si toglie il cappello, detergendosi il sudore dalla pelata, corre verso la moglie e, con lei, discute concitatamente per qualche secondo. Infine, come un piccolo che ha ottenuto i soldi del gelato, sgambetta verso il venditore e si mette a trattare il prezzo di ben due pinguini!  Ritorna ai lettini sventolando i due pupazzetti sgonfi con aria trionfante, felice quanto un cacciatore di taglie che abbia appena riscosso. La moglie lo guarda con moderato entusiasmo e torna a sdraiarsi, ritirandosi nel suo universo privato.

Intanto, una bimbetta con treccine pretende il giocattolo; il babbo, paziente, compra l’ormai abusato pinguinazzo, e il venditore estrae dal borsone una pompa e, nel tempo di uno sparo, gonfia l’oggetto del desiderio. Wild Bill corruga la fronte, esita, e poi esplode in un “vaffanculo” pregno di determinazione.

E corre a farsi gonfiare i pinguini.

Immagino Calamity, rientrati a casa, requisire di nascosto i due graziosi animaletti, squartarli senza pietà e farli trovare a un attonito Wild Bill, la mattina dopo,  nella vasca da bagno, senza vita e senz’ aria. Il tutto, sempre con i cappelli in testa…

Mi copro discretamente la bocca con la mano per non ridacchiare.

14 pensieri su “La domatrice

    1. La fauna maschile offre pochissimi esemplari sopraffini, soprattutto sul bagnasciuga. Per ingannare l’attesa di un avvistamento, mi diletto a studiare i bipedi comuni d’ambo i sessi. La spiaggia tira fuori la loro parte migliore: quella becera.

  1. Oh my God! Una signora così raffinata che si mescola a tali elementi… e senza maggiordomo ! Come fa?
    Pensandoci potresti acquistare anche tu un pinguinazzo, in fondo ha la stessa livrea del serviziante.

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