Nemesi

Miei cari, mi concedete un bonus di turpiloquio senza giudicare questa povera vedova che ambisce soltanto al carpe diem e al sollazzo più innocente?

No? Sticazzi, quando ci vuole ci vuole!

Mi trovo a un simpatico rendez-vous con due care amiche, vedove come me, conosciute tra i cipressi del cimitero dove marcis…riposa la buon’anima di mr. White. Anch’esse, come moi, affrante dal dolore della perdita. Unite nella sofferenza, abbiamo deciso di alleviare i rispettivi fardelli sedute a un tavolo al tramonto, bevendo Cartizze e confrontandoci sull’imminente futuro senza mariti.

Nel parcheggio, si materializza un Suv nero che, a velocità quantica, si spara tra due utilitarie e quattro tapini, scartavetrandoli tutti e sei. Dal posto di guida scende un bipede maschio non più di primo pelo, con la camicia a quadri, l’orecchino a croce e le gambe a ics: insomma, uno scherzo geometrico dall’aria sprezzante e sfanculante di chi è portatore poco sano di Suv. Dall’altro lato, Lei. La Figa. Truzza.

La figa truzza si differenzia dalla figa comune per le dimensioni delle labbra e delle poppe rifatte, l’elevazione del mento verso altitudini irraggiungibili dal resto dell’umanità,  la vertiginosità del tacco a spillo dorato, l’indecorosità dell’abbigliamento succinto, trash quanto un reality di emeriti nessuno, tipo l’Isola dei formosi. Cui Lei parteciperebbe con gioia.

Incede verso un tavolo vuoto con spavalda arroganza, superando la fila di coloro giunti prima di lei e civilmente in attesa del proprio turno, mentre, con vocina iervolina, sprona il compagno quadrettato a sedersi in barba a tutti. Un cameriere indaffarato, non a conoscenza della bolla papale che sancisce la legittimità della figaggine a occupare i tavoli altrui, invita la stolta coppia ad aspettare, facendola accomodare al momento opportuno.

La truzza fisicata ordinerà e sbaferà col broncetto, convinta che anche l’universo trami alle sue spalle nel tentativo di fiaccare la sua spropositata avvenenza. Secondo il neurone (rifatto) della figa, tutto il globo terracqueo dovrebbe scannarsi al di Lei passaggio, mentre petali di rosa cadono dal cielo e i deboli di cuore cadono in deliquio.

Noi vedove ci scambiamo occhiate eloquenti e grifagne, univoche nell’immaginar la figa, satolla anzichennò, avviarsi con boriosa sicumera verso l’uscita e implodere in una rumorosa quanto improvvisa defecatio vespertina, nell’orrore attonito degli astanti.

Defecatio matutina bona tamquam medicina.
Defecatio meridiana neque bona neque sana.
Defecatio vespertina ducit hominem ad ruinam.

36 pensieri su “Nemesi

  1. Dirti : “fantastica” è dir poco.
    Leggevo sul treno e ridevo, e più ridevo più la gente mi guardava.
    – hai visto quello?
    – eh. Chi?
    – quello che ride.
    – ah, si. C’ha la vedova sul telefono. Chissà che cazzo ha scritto oggi.
    – una vedova?
    – si. Quelle cose lì dei blog.
    – ah. E una vedova scrive cose che fanno ridere?
    – ecchennesò. Ho intravisto qualche riga. Roba di suv, orecchini a croce, o forse le gambe. Fighe di gomma.
    – ah, bhe.
    – Si è persa proprio la morale, guarda.
    – veramente.
    – non so, na tomba, un fiore, un cimitero.
    – ma fai pure un po’ di incenso
    – una preghiera
    – e quel cretino ride.
    – si, guarda, una vergogna.

    Monique Bingham – Bloody Lucky (Chymamusique Remix)

  2. Troppo divertente… come tutte le ottime fotografie della realtà! Un apprezzamento per chi ordina Cartizze invece del comune Prosecco (a meno che non sia della zona, e allora l’apprezzamento non vale più… troppo facile)

    1. Sem, non petit, sappi che non dico di no ad un buon prosecchino di Valdobbiadene, ma il nostro club di vedovame gaudente…volevo dire…sofferente, merita l’eccellenza. Voilà!

      1. A questo punto non ho dubbi che il vedovame gaudente apprezzerebbe il mio risotto al radicchio e fragole sfumato col prosecco, rigorosamente di Valdobbiadene

  3. L’ho letto ieri sera, anch’io ridevo da sola davanti al cellulare. Missis sei geniale, elegante e ironica! Io penso che a breve troveremo un tuo romanzo sugli scaffali delle librerie, o probabilmente è già lì, ma noi non lo sappiamo, perché ti nascondi con la veletta. Un abbraccio Missis e complimenti!

  4. Mi chiedo che esperienza sia bere prosecco superiore di Cartizze con la veletta!?! Di certo, aumenta il piacere inebriante profuso dal prezioso liquido sapientemente vinificato nel triangolo. Mi sembra che stimoli la tua vocazione al turpiloquio (anche altro? ;-* )
    Ps: ma che gente frequenti?

      1. Sarà! Le mie origini barbare mi tradiscono cara. Io preferisco umettar le mie labbra col corposo Amarone, deliziar le papille col celestiale Brunello. E …pazienza per le bollicine… le risparmio per l’idromassaggio… Ps. Che scrivi divinamente te l’ho già scritto e te lo dicono tutti…quindi non mi ripeterò… Ma tu sai che lo penso e che mi scappello…ops…pardon!

        1. Oh, ma anche un buon Valpolicella, oppure un lacrima di Morro leggermente fruttato, da accompagnare ai meravigliosi brodetti di pesce che fanno in piazzetta a Sirolo, nel Conero….
          Ah, les souvenirs du passé!
          P.s. Tu es très gentil, Otto, chéri!

          1. Ecco, il brodetto e la veletta fanno pendant! Mi chiedo se ti adorni di nero pizzo sul far dell’abbronzatura. Ti dirò, che al conero preferisco le morbide alture di Volterra al tramonto. Un Chianti deciso crea quell’atmosfera giocosa e allegra, spesso preludio di notti licenziose.
            Preferisco le vedove Allegre….si nota? Besitos

              1. Moi? C’est ne pas possible! Deve esserci un errore, un fraintendimento, uno scambio di persona! Qualcuno dica o faccia qualcosa per tutelare il mio onore!
                Nel frattempo,cara, che ne pensi di un southern confort in quel tavolino laggiù… Sì quello a picco sul mare, al chiar di luna…così giusto per intrecciar gli sguardi e sollevar la veletta?

                  1. Frase ambigua Missis. Tuttavia, conto sul fatto che tu ti conosca bene. Pertanto,dearling,lascerò la veletta dove sta… Anche se conosco mari in cui perdersi è molto più che piacevole. 😉

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