Dopo le esequie

Miei diletti, qualora vi trovaste in cotale condizione amena, ecco a voi un breve prontuario per affrontare la vedovanza con grazia ed eleganza.

Dopo un ragionevole periodo di reclusione, durante il quale cercherete di farvi forza contando sull’aiuto dei vostri cari e del vostro commercialista (quest’ultimo andrà a rendervi noto l’esatto ammontare del patrimonio che la buonanima vi avrà lasciato), siete pronti a gettarvi di nuovo nella folle mischia che è la vita.

Per prima cosa, sorgerà in voi il quesito cosmico: quando abbandonare le gramaglie e tornare ad indossare quelle deliziose tonalità pastello che tanto amate? Ebbene, la risposta è semplice: più tardi possibile! No, carissimi, non vi angustiate: il nero è il colore della classe, del mistero, della compostezza e, non ultimo, sfina, nascondendo le imperfezioni. Aggiungete un capello sempre a posto, una scarpa abbinata e un tocco di Estée Lauder et Chanel, et voilà! Via, a testa alta per il mondo! Uomini, a voi, vedovi inconsolabili, consiglio un filo di barba, oppure un Borsalino. Vi darà un alone di enigmatico carisma; inoltre, un Borsalino è forever, come il diamante.

Chi frequentare? Consiglio nuove amicizie, possibilmente nelle vostre stesse condizioni: condividerete il gravoso fardello della perdita senza bisogno di parole, e riceverete consigli preziosi sul perseguimento di felicità e libertà nonostante tutto ( n.b.: nonostante siate i principali sospettati).

Quali luoghi frequentare? Personalmente, trovo che una crocierina sia il modo migliore e più dignitoso per capire che è giunto il momento di voltar pagina. Al rientro, troverete anime gentili che si faranno in quattro per alleviare il dolore di una casa vuota, invitandovi a godere della loro ospitalità e generosità. Inoltre, grazie alle recenti conoscenze, si creerà un inaspettato passaparola che vi porterà a essere l’elemento più richiesto di ogni evento mondano. La vedovanza, peraltro, vi permetterà di declinare gli inviti non graditi senza bisogno di spiegazioni. Diranno: “Povera cara/Povero caro, è ancora così provato dalla perdita! Che persona sensibile!”

Quando tornare ad amare? Lo so, lo so, miei adorati: nelle sere d’inverno, guardare la poltrona che porta ancora il segno dell’indimenticabile deretano, infilarsi tra le gelide lenzuola di un letto tutto vostro, senza più sentir il russare… respiro regolare dell’amato… Ridecorate la casa, cambiate le suppellettili, dipingete le pareti di tinte festose (cancellando l’odioso biancore che tanto piaceva all’estinto/a)! Infine, la vedovanza (specie se corredata di dote cospicua), porterà a voi sciami di corteggiatori, convinti di trovarvi affamati d’affetto. Ebbene, il mio consiglio spassionato è: the more, the merrier, nel senso di piacevole compagnia passeggera, poco impegnativa, lieve come brezza settembrina.

Perché non è difficile trovare un consorte: è ben più difficile sbarazzarsene!

P.s.: e la veletta? Sorry, ma questo è il mio marchio di fabbrica, la mia voglia di caffè sulla scapola, il mio neo sul labbro. Il mio segreto. Parola di Mrs. White!

24 pensieri su “Dopo le esequie

  1. Carissima, “The more the merrier”… anche nella stessa congiuntura spazio-temporale? Ho capito bene? tutti quanti/e passeggeramente insieme? Beh, è opportuno che la cabina della nave da crociera sia particolarmente ampia. Una suite.

    1. Il prontuario della perfetta vedovanza deve essere preciso: mai calca in cabina! Questo è un must, un punto su cui non sento ragioni. Propendo per, uno alla volta, per carità, ma sono donna di larghe vedute, ed ognuno è libero di viversi l’ammmore come gli dice il cuor.
      Sem, chéri, ho chiarito i tuoi dubbi legittimi?

      1. Ok, va bene, sicuramente lo starai dicendo con cognizione di causa e dopo aver avuto adeguate esperienze esemplificatrici delle varie configurazioni possibili. Ti auguro una splendida serata.

  2. la veletta, absolutely e poi il nero, rigorosamente tubino senza maniche accompagnato da guanti lunghi.Ovviamente il cappello deve nascondere una parte del viso e gli occhiali neri, da diva, sono d’obbligo! ciao mss.white!

      1. io amo i tubini neri, li indosso appena posso e, raramente, anche i guanti. non amo tiffany e neppure il film, lo so , sono una rarità, troppo inflazionati, tutti e due 🙂 ciauuu
        p.s. la veletta è tua…ovviamente!

  3. Ma chère, la tua simpatia e la tua bravura traspaiono dalla veletta! Per fortuna oggi ti leggo, mi stavo preoccupando, stavo quasi per scrivere un articolo:”Che fine ha fatto MissisWhite?”temevo ti fossi risposata 🙂 un abbraccio e come sempre, complimenti!

  4. Al solito ADORABILE!
    Pensa tesoro. Chissà perché ti pensavo a casa, a giocare a carte. Mi immaginavo il club delle vedove, al completo (se non erro tre velette ), a giocare a canasta col morto. Tre dolci, ricche e allegre comari a fumare sul far della notte, sorseggiando un martini Dry. Ci metterei anche un gatto sornione, testimone di chissà quali fatti, pigramente acciambellato sulla sedia che fu del dipartito.
    Quante sorprese ci riservi.

    1. Ah, non sono mai sazia di complimenti!
      Mi piace tutto, tranne le comari e le velette.
      Più che comari, siamo donne colpite dal lutto nel fiore degli anni. Una sola veletta. Mi appartiene. Ne sono furiosamente gelosa.
      Le unghie laccate le hai citate, Otto, chéri?

  5. sempre detto io che l’assenza di colore,il nero,è una scelta di vita.O di morte.Un passepartout.
    Buona serata cara Missiswhite 🙂

  6. Viene dunque da pensare come sbarazzarsi della consorte per vivere pienamente questi consigli. È così cattiva tale nefasta idea? No, non credo. Per amore ucciderei si dice. Non è chiaro per amore di cosa e uccidendo chi.

      1. Felice di essere il tuo Oblio, un piacevole pensiero lo ammetto. Chi dice che sia solo la tua filosofia? Fortuna che porto la maschera…

  7. Missiswhite, la Vostra classe è impareggiabile. Spero il prima…ops.. il più tardi possibile (meglio non destar sospetti) di unirmi alla condizione di vedovanza sicché da metter in pratica i vostri mirabili consigli. Devotamente, Simona

    1. Il club delle vedove è lieto di accogliere nuovi membri, appena provati dal dolore. Il nostro regolamento prevede le presentazioni di rito, un momento di empatico raccoglimento ed un giro o due di champagnini, giusto per riscaldare l’ambiente e sollevare gli spiriti.

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