Se morisse mio marito 3

qui la prima parte

qui la seconda parte

Miei cari, purtroppo la vita non è un’eterna vacanza intorno al mondo!

Dopo pochi mesi passati nello stato americano con la più alta concentrazione di zanzare, paludi e uragani, la sottoscritta si dovette arrendere all’evidenza dei fatti: tra il profondo sud e il suo cuore, c’era l’Europa di mezzo…

Bando ai sentimentalismi e torniamo nel vivo della storia.

Mr. White era un uomo che amava lanciare la propria esistenza a velocità incontrollata, quasi sapesse che non sarebbe arrivato al traguardo del mezzo secolo, ma che avrebbe finito  con lo sfracellarsi contro qualche muro ostile nel fiore degli anni. Anche i suoi sentimenti erano guidati dal medesimo gusto del rischio: amore  ad alta quota ma senza paracadute, odio in caduta libera, gelosia profonda e pericolosa quanto un’immersione in apnea.

A causa della sua “attività”, era solito trascorrere lunghi periodi fuori casa, in giro per l’America, lasciandomi signora e padrona della House, ma sotto la sorveglianza dei suoi tirapiedi: due ceffi caratterizzati da lento comprendonio e pistola veloce, Vincent e Jules. Ma io preferivo chiamarli Zucchino e Coniglietto.

Era uno spasso vederli perdere silenziosamente le staffe quando, con tono canzonatorio, mi rivolgevo a loro usando quei deliziosi soprannomi! Per mia fortuna, entrambi mi veneravano come una divinità orientale, per non parlare delle conseguenze dolose che una loro intemperanza nei miei confronti avrebbe scatenato, qualora avessi vuotato il sacco con la mia metà.  Del resto, una povera donna sola, privata dell’affetto coniugale per settimane intere, ha il diritto di svagarsi con innocenti diversivi…

Zucchino, un maschietto in carne, con i capelli lunghi e due occhietti azzurri e sorprendentemente innocenti, aveva l’abitudine di tempestare il suo partner di osservazioni oziose e inutili, innescando la reazione furibonda di Coniglietto, nero, baffuto e con due basette a fargli da sciarpa, che sempre rispondeva con paziente prontezza, usando il fraseggio delicato e forbito di una lady vittoriana.

“Hey, Jules, perché quando pensi ti massaggi sotto il mento con la canna della pistola? Un giorno o l’altro potrebbe partirti un colpo…”

“Cazzo, Vincent, perché quando apri quella fogna di bocca non pensi? Un giorno o l’altro potrebbe partirti una cazzo di frase intelligente…”

Fortunatamente, la coppia di cervelli in fuga  sapeva come usare un’arma da fuoco e, credo, qualsiasi altro strumento atto a procurare danno permanente all’avversario. Insomma, non ero in compagnia di due brillanti conversatori, ma la mia incolumità personale era garantita.

Ebbene sì, miei adorati, ve lo devo confessare: sapevo che Mr. White non era un uomo rispettabile, che non si chiamava davvero Mr. White (una volta, Zucchino lo chiamò inavvertitamente Mr. Wolf, ricevendo il cartellino rosso e un livido blu), che aveva fede nuziale e fedina penale,  che mi teneva segregata in un castello sepolto tra lande paludose e protette perché potevo essere un bersaglio succulento per i numerosi nemici che aveva collezionato nel corso dei suoi anni di onorata carriera.

Eppure…

L’amour, l’amour, toujours l’amour!

Quando rientrava dal duro lavoro, come ogni bravo marito buttava la valigetta sulla poltrona e le armi del mestiere sul comodino, si sfilava le scarpe e si versava due dita di bourbon. Poi, bastava che si togliesse gli occhiali, si scompigliasse il ciuffo sulla fronte e mi rifilasse uno dei suoi mezzi sorrisi (quelli che riservava soltanto a me), e la mia libido dava lo sfratto all’etica. Sentivo la sua voce impastata di passione e fumo di sigarette e di pallottole, e la ragione rassegnava le sue dimissioni, il senno cambiava indirizzo, il mio sistema operativo entrava in modalità provvisoria. Basico. Primitivo.

Mrs. White, miei cari, doveva ancora imparare le due lezioni più importanti della sua vita: quando ami uno che spara, ricordati di mettere sempre un giubbotto antiproiettile sul cuore.

La seconda lezione? Chi va con lo zoppo, etc. etc. etc…

To be continued

16 pensieri su “Se morisse mio marito 3

  1. MI sembra che ci sia un personaggio che ancora si deve affacciare sulla scena: il Maggiordomo. Dov’è? Tutti ci auguriamo che faccia ben di più che semplicemente maggiordomeggiare ed eventualmente assassinare…

  2. Sentivo la sua voce impastata di passione e fumo di sigarette e di pallottole, e la ragione rassegnava le sue dimissioni, il senno cambiava indirizzo, il mio sistema operativo entrava in modalità provvisoria. Basico. Primitivo.” …Madame, abbiamo predilezione per lo stesso tipo d’hommes… ma non ci si può far nulla. Alea iacta est… dicevano i latini… non resta davvero che mettere un giubbotto antiproiettile sul cuore, imparare la lezione… e – – evidemment – …superare il “maestro” 😉

      1. Mais oui, madame! Le facce da schaiffi dal facile grilletto sono la mia passione (con tanto di fiumi di lacrime e annesse scene alla Rossella O’Hara)… c’est la vie! Prendere un teuccio insieme sarà altresì gradevole.
        Riverisco.

  3. Scusami sweety, ieri sera ero infastidito da una mosca che continuava a ronzarmi attorno. Quel che intendevo è che Freud da lassù starà chiacchierando col tuo dipartito esaminando i termini zucchino e coniglietto. Senza ombra di dubbio, il tema degli ‘innocenti diversivi’ non sarà passato in secondo piano. Mi chiedo quanto , della scrittrice, venga riversato, per osmosi s’intende, nella fiction. Insomma, una specie di traccia biologica, un’impronta digitale. Ehm…. In fondo ,andare in bianco non significa proprio questo?
    Attendo con ansia il proseguo di questa bellissima storia. Baci sweety.

    1. Otto, mon petit, Zucchino e Coniglietto sono un hommage al Quentin, come tanti altri (e non solo a lui) disseminati per il mio blog.
      Resto sempre perplessa di fronte a chi afferma di scrivere con distacco, senza mettere nulla di sé.
      Mrs. White ha tantissimo di me: se non nelle vicissitudini personali (oppure sì, chissà), certamente nel temperamento e nelle osservazioni spicciole, quotidiane.
      “Un filo di trucco e un filo di tacco” mi rappresenta egregiamente.
      Presto posto: la storia è ricca di colpi di scena, honey!

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