Se morisse mio marito 5

Miei cari, lo ammetto, ho dimenticato di svelare un particolare importante della mia vita: Mr. White non era il primo uomo disonesto di cui mi fossi innamorata. Mi perdonate? Non sono bugiarda, è che mi disegnano così…

Dopo la sensazionale notizia ricevuta da G.B., la lunga boccata di sigaretta che tirai mi permise di ritrovare il mio aplomb e di fissare l’ometto con studiata intensità; questi ricambiò lo sguardo, regalandomi l’espressione dell’affamato che preme il naso contro la vetrina della pasticceria.

Volevo guadagnarmi la sua fiducia, perché ho imparato che, per vivere felici, occorre circondarsi di persone affidabili, soprattutto se al tuo servizio.

Nel giro di poche settimane, com’era successo per Coniglietto e Zucchino, avevo il sig. Maggiordomo pronto a difendermi a costo della vita, e non solo per timor reverenziale nei confronti di Mr. White: anche la sottoscritta, miei diletti, aveva il suo discreto ascendente, fascinoso asso nella manica, stiletto nascosto nel reggicalze. Un’arma bianca, tagliente ed efficace quanto la katana della Sposa.

 Il mio amato marito stava organizzando qualcosa di grosso: si chiudeva  nel suo studio e confabulava al telefono per ore; neppure l’invito a trascorrere la serata nel letto, in compagnia di una bottiglia di champagne e con il sottofondo di: “Ci bastan poche briciole, lo stretto indispensabile…” oppure: ” Hey-ohhh, andiam andiam andiamo a lavorar…” era richiamo abbastanza allettante.

Quando finalmente riemerse, con la sua immancabile Chesterfield tra le labbra, fu solo per comunicare: “Vado. Tornerò tra un po’. Jules, Vincent, e tu, G.B.: non perdete di vista Mrs. White; se le succede qualcosa, faccio il tirassegno con le vostre fronti!”. E si eclissò in una nuvola di fumo, come uno dei suoi amati personaggi: Brucaliffo, oppure Crudelia de Mon.

Aspettai pazientemente un paio di sere, infine, dopo che Mr. Butler aveva terminato il suo giro di ronda intorno alla casa, lo accolsi in veranda con una birra ghiacciata in mano.

“Come mi piacerebbe chiacchierare con qualcuno che parla la mia stessa lingua…” mormorai, lo sguardo perso nell’orizzonte.

Mr. Butler si massaggiò il mento, sgargarozzandosi la birra: “Uhmmm, credo che il Maggiordomo si stia godendo qualche settimana di meritato riposo, giù in città. Vedrò di incontrarlo casualmente nel bar che bazzica …”

“Portami con te”, gli alitai, guardandolo in tralice. E come guardo in tralice io, credetemi, neanche  Bette Davis!

bette davis

La sera seguente, eccomi entrare in pompa magna, accompagnata dalle tre Grazie, e dirigermi con sicurezza verso il bancone di quello che, a un occhio non esperto, poteva sembrare un tipico pub inglese.

Lo riconosco all’istante. Jonathan Brown, il più abile scassinatore di cassaforti mai esistito. Il mio grande amore. Lui alza gli occhi dal suo whiskey torbato e mi vede. Sorride, come se sapesse che sarei arrivata.

G.B. fa le presentazioni. Jonathan finge di non conoscermi, e io faccio altrettanto. Riusciamo a stare soli pochi minuti, quando G.B. e Jules escono per una sigaretta e Vincent si assenta in bagno.

“Il mondo è piccolo”, esordisce con il suo accento incantevole, pulito.

“Sei invecchiato…”gli dico con una dolcezza che avevo archiviato, nel cassetto dedicato agli amori interrotti bruscamente.

“Tu non sei cambiata di una virgola in questi cinque anni…a parte i capelli, il trucco, l’abbigliamento, il nome….” Jonathan mi accarezza con i suoi occhi chiarissimi, quasi trasparenti.

“Non sei arrabbiato con me?” so che non lo è, e un po’ mi dispiace.

“Non potrò mai essere arrabbiato con te, pet! Con i tuoi genitori in fuga, anche tu eri in pericolo…hai fatto bene a scappare dall’Europa”, incrocia le dita delle mani, quelle sue mani curate, eleganti, precise.

“Una fiorente attività andata in rovina, il nome della mia famiglia infangato per colpa di una soffiata…” la mia voce s’incrina come un bicchiere di cristallo sotto l’acqua bollente. Mi riprendo, sorrido: “Mi dicono che sei ancora il migliore…”

“E tu, sei ancora capace di sentire la musica che produce la manopola di una cassaforte mentre la fai girare, tacca dopo tacca, alla ricerca della combinazione che la spalancherà?”

Dannato scassinatore! Con un solo tentativo, è riuscito a forzare un altro cassetto: quello della mia vita passata, della mia giovinezza non proprio specchiata, della mia famiglia non proprio tradizionale. Dei miei talenti non proprio legali. Giorni felici…

Amici miei, non me ne vogliate, ma ho omesso di svelare un altro dettaglio della mia persona: provengo da una famiglia di onorati rapinatori, e sono cresciuta a tea, scones e appropriazioni indebite!

Continua, oh, se continua………

qui 1, 2, 3 e 4

23 pensieri su “Se morisse mio marito 5

  1. Mmm, adoro la precisione delle tue parole, mia cara Maestra. Per esempio, whiskey (e non whisky) torbato. Che lascia intendere origini gallesi, anche se con successivi trapianti in US.
    “Le maniere fanno l’uomo”.
    E ancora di più la donna.
    Ossequi…

    1. Oh, un uomo attento ai particolari…I love it! Irish origins, a dire il vero, e non mie, ma del caro, caro Jonathan mani di velluto.
      Il garbo, l’eleganza, la misura: qualità che definiscono la persona.
      Sono ladra gentildonna, darling!

  2. Non so perchè,ma leggendo Coniglietto e Zucchino ho la vaga sensazione che i nomi che discuteremo assieme per i miei futuri gatti saranno decisamente originali.
    😀

      1. Un gatto che si chiama Honey Bunny e magari si comporta come un cane.Top!Tutti in terapia.Mi darai grandi soddisfazioni ♥️

  3. Se dovessi mai avere una qualche influenza nel mondo cinematografico, visto che ne sono appassionato (megalomania, ammetto), dunque se riuscissi a produrre un remake di “Casablanca”: Jonathan al posto di Humphrey Bogart e Mrs White al posto di Ingrid Bergman, in questa scena, con quello sguardo in tralice e queste battute.
    Chapeau Mrs. White.
    Something happened on the way to heaven, tonight.
    Ciao, Piero

    1. Piero, chéri, se tu mi parli di cinema, io sorrido compiaciuta. Se mi paragoni alla Ingrid, sistemo la veletta per nascondere il rossore sulle gote.
      Amo il cinema, adoro le pellicole in bianco e nero, le accoppiate meravigliose come Bogart e Bacall, ma anche Fred e Ginger, oppure perfide, quali Bette Davis (e che, non la nomino?) e Joan Crawford, o…meraviglia…Marlene DIetrich e Tyrone Power in quel capolavoro che è “Testimone d’accusa”…
      Mi fermo, riprendo il respiro. MI è venuta voglia di riguardarmi “Assassinio sull’Orient Express”.
      Murder is served, darling!

      1. Non dimenticando Rita Hayworth, Ava Gardner, Audrey Hepburn etc etc
        Poiché come diceva Sergio Leone “il cimema deve essere spettacolo”, che spettacolo sia!
        Mercì beaucoup
        Well I am having the murder, sweetie.

  4. Ah. Adesso si spiega meglio la presenza della veletta. Che tu fossi una donna ricercata l’avevo intuito… Quel che non avevo colto era il senso del termine… Più simile a ‘Wanted’ che a raffinata… Deduco che la veletta tenga lontani gli sbirri 😂😂😂😂😂
    Detto questo, stavolta ho colto la citazione Kill Bill ( meno male).
    Precisazione e orecchio sensibile? Sì, ti si addice. Donna dalle mille sorprese…

    1. Otto, tesoro, sono una donna in fuga che ama il rischio e l’ammore: altrimenti, a cosa servirebbe vivere?
      Il segreto della latitanza perfetta è il cambio di residenza continuo ed imprevedibile, nonché del nome e della veletta. Soprattutto la veletta.

        1. Tutti hanno una combinazione che permette di accedere alle loro ricchezze…
          Per essere ladre internazionali e avventuriere, bisogna essere anche psicologhe e filosofe!

          1. Io ho una passione per le psicologhe. È bello sapere che si interessano più del mio cervello che del mio fisico. Ah , sentirsi amati per quel che si è! Impagabile.
            😂😂😂😂
            Aspetto la nuova puntata. Un abbraccio.

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