E’ l’uomo per me, fatto apposta per me

Qui la prima parte.

Proseguo spedita con il mio tutorial per assistere le sventurate che, non possedendo il cromosoma dell’allegra vedovanza nel loro bagaglio genetico, si gettano bendate nell’abisso horror del matrimonio, aiutandole dolcemente a debellare quelle che sono semplici convinzioni indotte, e giungere all’unico credo che permetterà loro di perseguire l’agognata felicità: sposalizio me ne infischio!

Cominciamo dal primo punto, ostico ma fondamentale.

E’ l’uomo per me, fatto apposta per me…ma ciò che amo in lui è il ragazzo che nasconde in sé… cantava Mina.
He walks like a man and he talks like a man…but it’s the little boy
It’s the little boy in him I love…cantava, nella versione originale, Jody Miller.

Non che la sostanza cambi, mie care zitelle che sognate l’uomo per voi, fatto apposta per voi: è omo, cammina da omo, è fatto per me in quanto omo, ma lo amo perché è bamboccione.

Innanzitutto, non sentitevi umiliate dall’uso spudorato che faccio del vocabolo “zitella”. L’etimologia mi dice che: zitella è il diminutivo di zita, che significa fanciulla. Perciò, zitella significa fanciulletta. Delizioso. Tenero. Appropriato: del resto, se ci piace il bambinone nascosto (non tanto bene) sotto il viril pelo, perché non essere fanciullette?

Purtroppo, l’istinto materno non è facile da tenere a bada: abbiamo l’impulso di proteggere i piccoli per default, un retaggio atavico che ci spinge a prenderci cura delle necessità triviali dei bisognosi, coloro che non sono in grado di prepararsi un pasto, programmare un bucato, abbinare i colori dei vestiti.

All’inizio, li conosciamo sfrontati e menefreghisti, cozze per una notte e anguille per i giorni a venire, risvegliati da un nostro messaggio soltanto quando contiene almeno tre frasi a luce rossa. Capiamo, dalla piega della loro bocca rivolta verso il basso e dai grugniti di risposta, quale posto occupiamo nella loro classifica: dopo il loro diritto alla libertà, il loro diritto al sesso occasionale, il loro diritto alle serate con gli amici, il loro diritto a fare quel cazzo che gli pare tanto non stiamo insieme.

Poi, improvvisamente, la sventura si abbatte su di noi. Saliamo di classifica. Escono con noi il sabato sera. Ci presentano agli amici, quelli che si divertono a inviarsi filmati porno e a dare i voti ai culi di passaggio. Ci fanno le coccole. Ci regalano, senza interpellarci prima, cuscini a forma di cuore, peluche a forma di cuore, tazze con il cuore, catenine con il cuore, accompagnati da bigliettini di hello Kitty o Diddl con messaggi tipo: “Sei il mio sorriso più bello in mezzo a tutto ‘sto bordello”, e ci inviano sms serali simili a questo: “Sono indeciso tra il rimanere sveglio e pensarti, o addormentarmi e sognarti”.

E noi, ebbre di banalità, cadiamo nella trappola e scordiamo completamente l’uso delle sinapsi. Lobotomizzate dall’ammmore. Rincoglionite dagli ormoni. E iniziamo ad immaginare buffi quadretti con il nostro lui che ci porta la colazione a letto, la domenica mattina, vestito soltanto con i pantaloni del pigiama di seta, mentre noi indossiamo la camicia. E cene spassosissime insieme al nostri rispettivi migliori amici, diventati coppia grazie al nostro provvidenziale intervento.

Oppure ci piacciono introversi e taciturni. Solitari, ma con tutto un mondo dentro. Hanno la camera da letto con le pareti dipinte di nero, posters di gruppi metal e nu metal come i Rammstein e i Korn, indossano braccialetti con le borchie e magliette dei Rammstein e dei Korn con i jeans sdruciti. Non si pettinano. Non mangiano. Non rispondono ai messaggi perché stanno pianificando il loro suicidio: lametta e vasca da bagno. Non hanno amici, tranne la vicina di casa che è segretamente innamorata di loro e ci odia.

Un giorno, hanno l’epifania, e comprendono che siamo la loro musa, l’ispiratrice di versi immortali, la figura femminile che scalda la loro esistenza con un sorriso, un abbraccio e un giro di lavatrici. Pretendono che ci facciamo il piercing insieme, ci costringono a maratone notturne alla tv a guardare “The walking dead”. Ci regalano Bukowski citandolo nella dedica: “Ci eravamo dichiarati guerra mentre con gli occhi facevamo l’amore“; ma quando ci scrivono qualcosa di loro pugno, suona più o meno così: “Tu dai il colore alla mia vita. Non potrò più vivere in bianco e nero”.

E noi, ancora sofferenti per il dilatatore che abbiamo nel lobo (dell’orecchio), ma con demiparalisi al lobo destro (del cervello), sognamo tatuaggi gemelli, vacanze in moto attraverso la Selva nera, un appartamento a Berlino oppure a New Orleans, e valutiamo seriamente l’idea di chiamare il nostro primogenito Sal Paradise, con la certezza che saremo una famiglia alternativa, moderna e autosufficiente, con il nostro orto, le galline, e una piccola distilleria clandestina.

Come dite? Voi non siete sprovvedute, voi vi innamorate della personalità, dell’uomo indipendente, realizzato, consapevole delle proprie fragilità ma in grado di tirar fuori i coglioni e combattere le avversità della vita, sapendo di aver scelto la donna giusta, capace di stargli al fianco e condividere sogni, speranze e bollette. O l’uomo potente, carismatico, che vi prende senza chiedere permesso. Bello e letale. Soprattutto letale.

Letale per voi.

E ora, esercizio a casa per rafforzare la vostra convinzione.

Guardare il seguente trittico di  films:

La prima moglie Rebecca

Cime tempestose

La sposa cadavere

La prossima settimana: Grace Kelly per un giorno. Nessuno può uccidere il mio sogno di bimba!

25 pensieri su “E’ l’uomo per me, fatto apposta per me

  1. “O l’uomo potente, carismatico, che vi prende senza chiedere permesso. Bello e letale. Soprattutto letale. Letale per voi”. Mmmmm, il mio ottavo senso percepisce qualcosa di mooooolto autobiografico, qui.
    Spero si stia sbagliando.

    1. Sem sensei, il tuo senso di ragno mi percepisce dunque come donna scottata dall’esperienza?
      Mmmmm….lasciamo che il mistero avvolga la mia persona: aumenta l’allure e e dona enigmatica evanescenza.

          1. Ok fatto, sei abilitata. Nel post che pubblico domani spiegherò il perché di questa scelta.
            E comunque… sono sempre curioso di sapere la tua storia, vera o fittizia che sia.

            1. Merci, mon ami.
              Sarà che ho aperto e chiuso blog, pubblici, privati, in tutte le guise, perciò non me ne stupisco affatto, ma leggerò con interesse le tue motivazioni.
              I’m the woman behind the veil…

    1. Divina, sapevi che esiste un liquore, prodotto tra le montagne della Savoia, che ha tra gli ingredienti il veleno di vipera? Si chiama Alcool vipérine.
      La ricetta è semplicissima e si può tranquillamente produrre a casa.
      Ingredienti:
      Acquavite.
      Una vipera viva.
      Introdurre la vipera viva nell’acquavite e, se si è sopravvissuti, attendere la reazione chimica e animalica. Voilà!
      Barbaro e affascinante, n’est-ce pas?

  2. questa si che è una distruzione dell’ “homo bamboccionis”
    Hai sparato a zero sul 90% della popolazione maschile…colpiti ed affondati… mai parole furono così dirette anche se con bellissima ironia… sono nuovo, mi presento e faccio pure l’abbonamento… sò poeta… 🙂 Un saluto a te…

  3. Je t’adore!

    Inutile, hai ragione: “voi vi innamorate della personalità, dell’uomo indipendente, realizzato, consapevole delle proprie fragilità ma in grado di tirar fuori i coglioni e combattere le avversità della vita”. Faccio outing: i presupposti di partenza sono quelli da te descritti… poi, al primo baluardo di attenzioni sopra la media… è la fine! Non siamo più in grado (causa lobotomizzazione) di distinguere un lombrico da un cobra (in tutti i sensi… anche in quello lì) e siamo persino disposte a credere che lo Slash di turno (magari ci capitasse!), anche se vive della sua dannazione e convinzione… ami noi, solo noi e ci farà regine, dimenticando che l’unico re del suo cuore è lui medesimo!
    Ribadisco… aaah! L’amour!

    P.s. Ho pronunciato ad alta voce i versi di Jody Miller… continuo a pensare che in inglese abbiano un certo non so che di érotique!

  4. Chérie, di fronte al lombrico egoico esiste soltanto il cambio d’identità, di residenza e, se necessario, di continente. Già la vita tende al mosciume, il loffio impera, la mollezza goes viral e l’uomo 2.0 ha la polo rosa col colletto alzato, i capezzoli importanti e il ciuffo a schiaffo come Veronica Lake, altro che Slash!

    Anche per me la Jody ha quel guizzo sexy che mi dà le frisson!

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