Grace Kelly per un giorno

Zitellissime adorate, non crediate che io abbia dismesso il mio infallibile tutorial che vi permetterà, attraverso un percorso in tre tappe, di rinunciare a malsani progetti di matrimonio e di tornare a camminare a testa alta, in mezzo alla folla di mogli e mariti infelici, fiere e consapevoli della vostra zitellaggine.

Ogni mattina, vi sveglierete dopo un sonno ristoratore, svaccate nel vostro sontuoso lettone a due piazze, oppure stanche ma felici dopo una notte d’ammmore, ed intonerete con garrula levità il seguente slogan: sposalizio me ne infischio!

Senza indugio, vado di scalpello contro l’insormontabile scoglio, sogno e desiderio tatuato nel DNA di ogni fanciulla degna di questo nome: Grace Kelly per un giorno.

Stiamo sciabattando per casa, con la tutona di felpa sformata, le tette flosce e la chioma ferina da donna delle caverne. Ci guardiamo allo specchio, e le cinquanta sfumature di grigio della nostra epidermide senza photoshop ci fanno accarezzare l’idea dell’esilio. Oppure stiamo andando a passo svelto sui nostri tacchi e nei nostri tailleurs color burgundy, dirette verso il meeting con il nostro staff, quando l’occhio ci cade sulla vetrina di “Sposa chic”. In quell’attimo, la vista s’offusca, e la nostra seconda personalità, quella del 1800, prende il sopravvento. Non siamo più femmine contemporanee, urbane, con due palle così, che deridono beffardamente C’è posta per te di Maria de Filippi e che sono in grado di sfanculare un uomo in italiano, romagnolo, inglese e giapponese.

In quell’attimo, dicevo, la nostra mente ci conduce sul sagrato di una chiesa, in mezzo a centinaia di occhi che ci guardano rapiti, estasiati dalla nostra regale beltà. Noi abbassiamo lo sguardo casto verso le scarpette di cristallo che indossiamo con sacrifizio immane, consapevoli dell’aura soave ed angelica che emaniamo, in una nuvola di tulle virginale.

Perché non è per mammà che ci vogliamo sposare, non è per la festa, la funzione, il giuramento, il banchetto, la gioia dello stare con le persone che contano veramente. Non è neanche per lui, colui che ameremo e rispetteremo finché morte non ci separi, in salute e malattia, in ricchezza e povertà. Le voilà.

Vogliamo essere principesse per un giorno.

Perché l’abito fa il monaco. E vogliamo sentirci dire da tutti: “Non sei mai stata così bella!” Perciò, si spolpano conti in banca e si organizza l’evento campale, dove tutto ruota attorno all’elemento primario, fondamentale, immarcescibile: il vestito da sposa.

Accade durante la sua scelta: senza neppure avvertirci, il nostro senso estetico fa le valigie e se ne va in crociera. Il nostro buon gusto cade in letargo, l’eleganza diventa termine desueto, si fa leggenda, mito, bufala. L’autocritica non abita più presso di noi.

Per un giorno, ci trasformiamo in fagottoni bianco perla, con tiara e strascichi da qui all’eternità. O in sirene vamp e mignottose, che non rinunciano al loro lato sexy neppure in quei giorni (ops, volevo dire, in quel giorno), e ci strizziamo in sudari di pizzo  nei quali vano è il tentativo di respirare, con giarrettiere e tatuaggio lombo-sacrale a vista. O giochiamo la carta alternativa e scegliamo il nero e il rosso, con lacrima gotica disegnata sulla guancia coperta di biacca e spiritoso cilindro sulle ventitrè.

Calziamo costosissimi strumenti di tortura che neanche le nobili cinesi dell’età imperiale, pretendiamo un trionfo di riccioli e chignon da far invidia alle acconciature posticce, comprese di veliero, del settecento, e vogliamo bouquet di orchidee tropicali a cascata (con relativo infarto dei nostri futuri, impacciati mariti, la cui cultura botanica è pari alla nostra conoscenza delle partite di fantacalcio).

Vi invito a visionare ossessivamente la gallery seguente, crogiuolo di cafonaggine, eccessi, cattivo gusto e sfiga. Ci sono due vere principesse, entrambe senza happy ending. Meditate, mie care, e convertite il budget stabilito per il vostro matrimonio (tomba dell’ammmore) in un trip alle Maldive. Da sole. La compagnia, la troverete in loco. Parola di vedova!

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39 pensieri su “Grace Kelly per un giorno

  1. Nel mio piccolo, ne ho vissuti due di questi momenti, uno “Maximal”, e uno “Minimal”, nei quali lo sfarzo e la spesa sono risultati in proporzione esattamente INVERSA rispetto al “successivo (in)successo” del matrimonio stesso, e all’altezza e alla qualità di ognuna delle due interessate.
    By the way, nel secondo caso, come tu giustamente ribadisci, il budget stabilito è stato quasi tutto dedicato ad un epico viaggione attraverso tutto il Canada occidentale…

    1. Mon ami sensei, tu, che attraversi le lande selvagge della Thailandia a passo di boogie: visionai le fotografie che postasti,con te e la donna eccelsa che hai impalmato, entrambi col sorriso sulle labbra (in senso metaforico, tu sei sempre serissimo e metti un filino di soggezione) nonostante il menu di formiche e le notti all’addiaccio.
      Siete più unici che rari, ed è bene così. Non inficiate il principio per il quale mi batto: forever non è una promessa ma un bad karma.
      By the way, continuo a pensare che saresti un magnifico vedovo.

  2. Puntuale come sempre,ormai questa cosa non mi “spaventa” più.Proprio in questo periodo pensavo con un pò di tristezza “ma chi me se piglia?!”.Lui viaggia tra la terra e Plutone con il ritmo di un pendolare.Al momento è lassù e lo detesto perchè a lui ho accostato questo desiderio che un tempo consideravo repellente.Dovrò formattare la mente e comunque le Maldive in solitaria non si battono!

    1. Tu sei un gioiellino con i neuroni perfettamente funzionanti, perciò ti dedico il seguente slogan, da ripetersi come un mantra quando sei nella merda e lui sta dove non dovrebbe essere, e cioè altrove: se mi pigli mi ripiglio? Ovvero: sto meglio se mi pigli?
      La risposta è: no. Perché non c’è distanza più insormontabile di quella tra due persone che non si parlano e sono nella stessa stanza, nello stesso letto. E la quotidianità, la condivisione di un piccolo spazio TUTTI I GIORNI fa sbiadire i contorni delle persone.
      Lascia che vada su Plutone. Nel mentre, tu ti organizzi il mondo: basta una connessione internet, un gatto famiglio che ti faccia le fusa, e il tuo culo piazzato (lo so, il tuo è fin troppo piazzato, ma io lo faccio dal divano, e il divano diventa la mia plancia, il mio posto di comando tipo comandante Kirk). Leggo, scrivo, guardo le mie adorate serie BBC in lingua originale, impartisco dettami tipo santona.
      E se proprio ti viene lo sconfortone…you know how to find me, my horrible friend.

      1. ero partita con la lacrima ma a “culo piazzato” sono scoppiata a ridere di gusto.
        Saggia amica ❤ hai ragione! Tanta tanta ragione! E le Maldive vinceranno sempre!Altro che Plutone..

        1. Se l’esemplare maschile di cui parliamo, quando torna da Plutone, sa rendersi utile, si può anche tenere. Ma sconsiglio il giuramento.
          E se poi non ti va più via da casa?

              1. uahauhsuaha sappi che in cuor mio comunque,qualsiasi sarà la scelta finale dei nomi,si chiameranno anche Zucchino e Coniglietto.

                  1. Ottima idea!!! Lo farò quando si avvicinerà il momento del “trasloco”,non prima solo per scaramanzia.Chissà cosa salterà fuori 😀

  3. noto che condividiamo l’allergia ai matrimoni, cherie. Li lascerei volentieri a chi ha voglia di puntare tutto sullo zero alla roulette… in attesa di passare qualche bella serata in compagnia alle Maldive con chi ha deciso di investire il budget in un viaggio da sogno, piuttosto che nel matrimonio… in fondo una bella vacanza forse dura di più dei momenti felici di un matrimonio, n’est-ce pas? 😉

    1. Inoltre, Gigì, ti regala un’invidiabile abbronzatura e quella rilassatezza nei gesti, nel parlare, e un viso più liscio, senza le rughe inestetiche dovute allo stress.
      Guarda le facce delle coppie sposate: vedi forse rilassatezza? Vedi forse serenità, pelle liscia e colorito sano?
      Jamais!
      Il matrimonio è la tomba dell’ammmore, ma anche la nostra, parbleu, perciò esiste un solo principio da perseguire con pervicacia:
      Win or die.
      Per ulteriori spiegazioni, visionare il seguente frammento di capolavoro di film: https://youtu.be/O4Hc0JTuWeA

  4. Favolosa come sempre, mi fai morire dal ridere, esilarante soprattutto “il nostro senso estetico fa le valigie e se ne va in crociera” ahhahaa fantastica!
    Riesci sempre a sorprendermi e a farmi fare una bella risata. In alto i calici per MissisWhite!

    1. Liv divina, dov’eri sparita? Sempre immersa nelle libagioni, in bilico sui tacchi, n’est-ce pas?
      Libiam né lieti calici, magari davanti al mar cristallino, in un resort cinque stelle, senza un pensiero al mondo. In buona compagnia, naturalmente! Andiamo, sista?

  5. Ora et labora 🙂
    Sista, sono una di quelle donne che hanno indossato il vestito da principessa, ho degli obblighi coniugali… :))
    A parte gli scherzi, prenota pure! Vista mare, all inclusive, no barriera corallina che mi si rovinano i tacchi 🙂 un abbraccio alla scrittrice dell’anno!

    1. Preparerò un prontuario di facile uso dal titolo: Come disfarsi di uno scomodo consorte in dieci, semplici passi.
      Hai visto mai che ti impedisca il vacanzone con la sista?

  6. Sista, vista la mia scarsa attitudine per qualsiasi lavoro domestico e considerata la mia bravura in aperitivi, feste e tacchi a spillo, che non sia proprio il mio consorte a sbarazzarsi della scomoda moglie in dieci semplici passi :)))

  7. Mon Dieu! Non la smetto più di ridere! Mito… sei un mito (e non quella degli 883… te prego, no!)
    Purtroppo hai ragione… anche le più toste e titaniche zitelle contemporanee covano sotto strati di pensieri coscienti, l’incosciente desiderio Grace Kelly… non c’è verso! Ti dirò, personalmente non ci penso (quasi) più, sono così abituata nella mia zona di comfort single che sto bene così… seppur mi prende il capriccio mi basta pensare alle mie amiche sposate (e in tutta sincerità anche a mia madre)e la voglia va a farsi benedire. Cmq il mio podio è:

    1- Sposa sacco a pelo (terribile!)
    2- sposa sopravvissuta al suicidio (muoio dal ridere!)
    3- 2 in 1: vestito e buffet (non so quanto si risparmi!)

    Menzione speciale honoris causa: Genio del fotografo… ancora ci rido!

    1. Mon amie, tu sghignazzi ed io me ne compiaccio!
      Confesso di nutrire una naturale avversione verso tutto ciò che è ritualistico, a meno che non sia di mia invenzione.
      Peraltro, quando i futuri sposi lasciano andare la fantasia a briglie sciolte e creano cerimonie alternative, raggiungono risultati da brivido. Di raccapriccio.
      Rien à faire: quando si tratta di matrimonio, la ridondanza impera e, au contraire, la semplicità diventa frugalità.

      Il sacco a pelo è il mio preferito.

      1. Fantastique, mon amie! Potremmo – data l’affinità di gusti – anche condividere oziosi pomeriggi di shopping! Parbleu! Prendiamo il primo volo e andiamo alla conquista di Rodeo Drive! :)))
        Sciocchezze a parte e quanto al resto, je suis d’accord, madame! Nel vacuo tentativo di sorprendere con improvvisata originalità, gli sposi finiscono per risultare animali mitologici per metà umani e per metà “cessi”… toilettes, pardon!

  8. Però, tutto sommato il giorno del matrimonio è un giorno speciale. Indimenticabile. Per esempio mi ricordo che quel giorno ho cominciato a mangiare frutti di mare crudi, per esigenze di copione foto-cinematografico. Quell’amore, sbocciato quel giorno, non è mai più finito. Il matrimonio, sì!
    Grandioso Mrs. White. 🙂 Da manuale. Buona serata. Piero 🙂

    1. Questo è lo spirito giusto, Piero, darling!
      Trarre il meglio da ogni esperienza, e buttare a mare ciò che resta. Anche in senso fisico, qualora l’altra parte si dimostrasse recalcitrante.

      Bonjour!

  9. alcuni di questi abiti da sposa sono spettacolari, unici e favolosi… poi certo, che se preferite vedere le spose in sottoveste bianco vergine quando di vergine non hanno neanche più le orecchie è un altro discorso … idem se le volete con abiti visti e rivisti, tutti uguali, perchè bisogna uniformarsi a una finta tradizione di cui non sanno niente, solo perchè tutti fanno così, si fa così, si è sempre fatto così …. una ragazza dark sarebbe ridicola con un abito bianco, quindi è giusto che scelga un abito gotico anche nel suo giorno più bello, proprio per essere coerente … ma no, volete sembrare tutte finte principesse sul pisello … ma per favore va, svegliatevi!

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