Mrs. White: giochi di prestigio

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Miei affezionatissimi e amati lettori, vengo in soccorso di quei molti che, tentando di uscire da una situazione incresciosa (per esempio, sfuggire ad un inseguitore che li ha visti allontanarsi con aria sospetta dalla scena del crimine), si sono ritrovati senz’asso nella manica, con le pive nel sacco e sguarniti di conigli da cilindro.

Orsù, non fatevi prendere dallo sconforto e tosto andate a seguire i consigli della vostra vedova preferita!

Ricordo la prima borsa che maman mi regalò: una Birkin di Hermés, come premio per la mia buona condotta (e non sto parlando di rendimento scolastico, ma di prestazioni sul campo). Stavo già abbarbicandomi ad una delizia in pelle di piccole dimensioni, quando la mia saggia genitrice piegò il capo da un lato e mise il broncio, quel broncetto smorfioso d.o.c. che solo le donne francesi sanno disegnarsi in viso, dicendo: “Fafì, sai che non amo interferire nelle tue scelte estetiche, visto che i tuoi gusti sono già meravigliosamente delineati, ma la Birkin dev’essere capiente”, e, con lo sguardo esperto, mi indicò la borsa che comprai. Una Birkin 40 color blu abisso.

La borsa non è soltanto un mondo, un forziere segreto, ma un vero e proprio salvavita. Perciò, senza indugi, vi elenco i “mai più senza” contenuti nella Birkin della ladra che colpisce dandovi del lei.

Tutto doppio, fondo compreso: ci sono alcuni oggetti assolutamente inoffensivi, come un passaporto (o due) e il tuo kit da scasso portatile, che in alcuni paesi potrebbero essere considerati fuorilegge (a meno che tu non sia un fabbro con la doppia nazionalità), perciò è saggio celarli ad eventuali occhi indiscreti.

Due paia d’occhiali da sole, due rossetti, due foulards, due paia di guanti, et voilà! Vi bastano cinque minuti ed una toilette pubblica, e il vostro aspetto cambierà come il vostro umore in quei giorni; si aggiunga un impermeabile leggero, da infilare sopra il tubino nero che state indossando, un paio di tacchi di ricambio, e il gioco è fatto! Potete sfuggire al malintenzionato, l’ex fiancé che avete abbandonato la sera in cui vi ha chiesto di sposarlo, lo zelante rappresentante delle forze dell’ordine che vorrebbe ammanettarvi  chissà mai perché…………..

 …………..eh bien, queste sono le indicazioni classiche, i consigli fondamentali e pratici che possono permettervi di darvela a gambe con leggiadra sicurezza. Ma ci sono alcuni oggetti non previsti nel pacchetto base che, grazie all’esperienza acquisita, si sono rivelati indispensabili durante gli esili forzati e duraturi.

Un paio di libri: io tengo sempre con me una prima edizione di “Rebecca” di Daphne du Maurier, e una copia tascabile di “Murder on the Orient Express” della mia cara Agatha. La loro lettura rende sopportabile qualsiasi viaggio e qualsiasi distanza, senza che io mi senta mai perduta o troppo lontana.

Un paio di indirizzi: amici complici, in tutti i sensi. Solo due, in due continenti diversi. Ma hanno la garanzia a vita, batteria illimitata e tantissime funzioni utili. Tra queste, la modalità mute: un vero amico sa quando è il momento di tacere.

Un paio di buste, fogli di carta e francobolli per quelle lettere che non si gettano nel fuoco: sarò sentimentale, ma le parole hanno più valore se sono vergate a mano. Come i gioielli: sono unici soltanto quando sono artigianali.

Un paio di fotografie (anche di più, à vrai dire): di quelle lise dal tempo e dagli sguardi. Volti amati, da accarezzare con le dita. Nessuna tecnologia digitale può trasmettere le stesse emozioni di un ritratto da toccare e custodire. E senza l’uso dello scrolling.

Un paio di gemelli per camicia con le iniziali “J. B.”. Oggetto feticcio, per non dimenticare mai. Ma questa è un’altra storia, e non ho alcuna intenzione di lasciarmi travolgere dalla nostalgia!

Je le sais, mes amis, la vostra vedova preferita vi sta mostrando sempre di più i suoi lati deboli, le morbidezze del suo animo delicato ma,  come soleva dirmi maman: “Fafì, l’amore è la più grande ricchezza e la più grande conquista. Più si ha il cuore generoso, più si è in grado di amare. E noi ladri amiamo, ma puce, e ci arricchiamo! Ecco perché ti serve una borsa capiente. Capiente come il tuo cuore…”

Anche di fronte alle trivialità, maman riesce sempre a trovare una chiave di lettura soavemente poetica. Ed io ho capito il trucco, o meglio, la magia: in certi casi, le dimensioni contano, ma ciò che conta di più, è quello che si ha dentro!

Parola di vedova. E di maman.

23 pensieri su “Mrs. White: giochi di prestigio

    1. Bonjour, mon ami sensei.
      Maman mi leggeva una favola: “Jack et le haricot magique”
      Il gigante diceva questa frase: “‘Fi, fa, faï-fo-fum, Je sens le souffle d’un Anglais.”
      Io cominciai a ripetere incessantemente: “Fa, fi…fa,fi…”, e, quando volevo che maman leggesse, le chiedevo a gran voce: “Fa, fi…fa,fi…” E Fafì rimase il mio vezzeggiativo.
      Voilà! Ricordi di bimba.

  1. Ricapitolando: mai più senza una Birkin 40 (posso, però, prenderla rosso ciliegia?) da riempire con oggetti di varia natura e “dimensioni”… oltre che di tanta poesia… perchè la sua è un’arte, madame. Ossequi

          1. eh già… ma secondo lei certi uomini vergognosamente ricchi, belli, sportivi e muscolosi migliorano con l’età perché invecchiano in botti di rovere come taluni vini?

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