Ero(s) a Trieste

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Miei cari, Trieste è una città dal sapore unico e malandrino, sapore in cui si avvertono tracce salmastre di mare, la nota slava di sangue zingaro, l’impronta pazza di folate repentine ed ingovernabili. Una città  che seduce.

Perché a Trieste tutto è possibile…

La invita e costringe contro un muro di spigoli clandestini, lisci di muschio e bora. Nel vicolo, all’ombra dell’azzardo.

Alto, le soffia ciò che vuole appena sopra il lobo, lì, dove si impazzisce, e ride. Lei indietreggia col senno di poi; prima, la spina dorsale è pietra premuta e urgente di rischio, dell’attimo.

Saliva di baci senza presentazioni, pulsazioni che grattano elastici. Vestiti scivolosi si parlano e toccano, cercando cerniere aperte di carne viva.

Solo grida di gabbiani e mare. Ma fuori, vicino, altrove…

Dentro la notte, sul selciato bagnato di nubifragi, si specchiano cuori che accelerano. Dilatarsi di pori e pupille, i corpi diventano morbida schiuma che si inarca, si mescola e non chiede nomi.

Mentre la città sbircia silenziosa tra crepe di mura, rubando il ricordo di stoffa scostata, di un anello di fumo.

Di piccola orgia segreta.

32 pensieri su “Ero(s) a Trieste

  1. Ma buongiorno Missis, ma che bello! Sei dannatamente brava!
    Ma sembra a me, o stai scostando un po’ la veletta? un abbraccio grande
    P.s.: E quando sei a Trieste io ti aspetto per un bicchiere e panin de porzina da Pepi Sciavo 🙂

    1. Sista, in realtà sono ancora traumatizzata dal Natale, perciò rivisito bozze e piccoli scritti di altri tempi. L’ispirazione latita, anche il buon umore, à vrai dire, ma conto di ritrovare ma raison d’etre. Sooner or later. Bacio:*

  2. Condivido il trauma feste, per scrivere qualcosa mi sono dovuta chiudere in casa due giorni, con la sola compagnia di un Foss Marai ed un sottofondo di Metallica per tenermi sveglia 🙂 un abbraccio mia super sista!

  3. Trieste è stata per un po’ teatro di un forte amore che vivo ancora, leggere il tuo pezzo m’ha messo nostalgia, è una delle mie città preferite anche se pullula di pazzi. Tu sei sempre impeccabile.

    1. Trieste è pazza, elegante, aperta alle intemperie. Sa essere sinistra, esoterica, ruvida. Vorrei poterla avere piú vicina per tornarci quando voglio.
      Ma petite, son vedova nostalgica…:*

    1. E fugace, da prendere senza pensare. Darling, ci sono luoghi nei quali si possono vivere attimi che travolgono alla velocità dei neutrini.
      Attimi. E la veletta, voilà, s’en va!

  4. Bonsoir madame. Nulla da ridire sulle sua parole sopraffine e il suo stile encomiabile…ma ho la sensazione manchi qualcosa. Manca Lei, madame… o per lo meno manca quello che finora mi ha mostrato. Percepisco una leggera dolenzia e viva malinconia. Qualsiasi siano – attualmente – i suoi pensieri, le auguro di star bene… con affetto, Simona

    1. Mon amie, nulla ti sfugge!
      Ebbene, oui, son vedova affranta e, quando affranta, ho la verve che si va a mettere agli arrresti domiciliari e pretende che le dia del lei.
      Sono una drama queen, perciò vado a distendermi sulla chaise-longue con il fazzolettino di pizzo tra le mani e un tonico per ritrovare il colorito.

      1. Consiglio una coadiuvante tisana a base di iperico (per il buonumore), melissa (per gli stati d’ansia), camomilla (da il profumo), rosa canina e mandorle (per una delicata carezza di dolcezza) 😉

  5. Missis…trèsor…che combini? Starai mica architettando qualche colpo ad effetto in quel di Trieste? Il caveaux delle Generali? Parliamone…il tuo stile narrativo è una carezza per l’anima immaginifica che mi porto dietro…sei la mia addiction…stanotte sognerò una fuga tra i vicoli triestini…con un calice in mano per fare a gara a chi versa meno champagne…

    1. Gigì, mon Gigì, corro su e giù come un rappresentante di mobili, e sui tacchi non è facile per nulla, pas du tout!
      Diventiamo efferati e diamoci al crimine insieme, poi indossiamo occhiali bianchi e schiaffiamoci su uno yacht in mezzo al mar caraibico, a mangiar crostacei, bere champagne e dividere il bottino…l’inverno è gelido e crudele, oppure umido e tedioso, mentre noi abbiamo un cuore selvaggio, che batte al ritmo del rischio e du hasard…

      1. Cherìe…correre non ti si addice…ti prelevo al volo con una Jaguar nera…poi ci si gode la vita in un mare blu ad abbronzarci al sole mangiando langosta…i tempi sono maturi direi… 😉

        1. Mais, oui, Gigì, sgommiamo lungo avenues esotiche, tra palmizi e banani: tu indosserai una camicia hawaiana e il tuo Panama preferito; io un abito stile “Quando la moglie è in vacanza” ed enormi occhiali da diva anni cinquanta. La meta? Noi stessi…

    1. Simona, le tue attenzioni sono molto gradite: devo indossare una veletta a trama ancora più fitta, causa intemperie della vita. Ma è la vita: tornerò smagliante. Grazie, mon amie.

    1. Sista, sto tenendo la veletta abbassata perché devo proteggermi da inaspettate avversità.
      Tornerò appena tutto si risolve, pimpante come non mai!
      Bacio alla mia divina :*

  6. Sto leggendo poco a poco un pò tutto. Hai capacità narrative eccezionali. Davvero, molto molto brava. Continuerò a piaciarti, un pò qua e un pò là.. perdonami se non commento granchè, ma i commenti non so come mai mi paion di troppo.

    1. Darling, è la prima volta che qualcuno (che in più mi garba parecchio per quello che scrive e per come lo scrive) si legge tutto il mio blog. Anche tu continuerai a piaciarmi, ma non preoccuparti di commentarmi in punta di tastiera; facciamo salotto quando vuoi, e cazzeggiamo dilettandoci con, qualora servisse, uso e abuso di fiorito turpiloquio.
      E grazie per i complimenti: sorrido compiaciuta sotto la veletta.

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