Equinozio

Lo so, miei diletti, in questo periodo ho l’animo pervaso di malinconia: sono un prato calpestato  di  feuilles mortes mentre la mer efface sur le sable les pas des amants désunis…ed essendo piena di passione, esprimo ciò che sento, anche se en ce temps-là la vie était plus belle et le soleil plus brûlant qu’aujourd’hui…no, niente cuori spezzati, soltanto la vie, che non è sempre en rose.

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Una volta, caddi.

Cornicione scivoloso di brina notturna e cattivi pensieri. Vomitarmi via le ore disperate e immote, a guardare polvere ammucchiarsi sui vestiti e sui miei piedi scalzi. Scalzi anche i polmoni oppressi da zavorra, e nuda la pelle sopra il petto, sottile come il filo del destino. Nodo disfatto, unghie spezzate di tormento.

Aria come cibo, bevendo il mio silenzio. Divorandomi.

I miei occhi, orbite desertiche. La dispensa vuota. Osteoporosi.

Una crepa dal cranio alle caviglie, per disintegrare in schegge il mio passaggio.

Frantumi di mosaico. Tassello perduto, nell’equinozio tra bacino e cuore, a ricordarmi sempre una mancanza.

10 pensieri su “Equinozio

  1. L’andamento “scazonte” di questo suo scritto mi ha fatto immaginare la eco di un vecchio blues… lieta di leggerti, anch’io non me la passo troppo bene… ma si torna sempre in forma…in splendida forma. Au revoir!

    1. Parbleu, quel compliment!
      Immaginiamoci sedute in terrazza, davanti al mare, sorseggiando qualcosa di buono e alcolico e chiacchierando amabilmente (come so capiterebbe tra noi). Cin, mon amie, à l’été, la joie de vivre, l’amour!:*

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