Bridge over troubled water

 

La Desmond che c’è in moi

Frangar, non flectar

Miei cari, mi assentai un attimo, ma torno a codesto blog con rinnovato vigore e immarcescibile slancio creativo, a mento alto e mani sui fianchi nonché filo di trucco e filo di tacco (anche se le Louboutin preferite, ahimè, sono andate perdute nella bieca brughiera di Bodmin).

In molti vi sarete chiesti perché mi celai, alcuni avranno temuto il peggio, e io sono qui, a tranquillizzare gli animi dei più ansiosi: la mia fedina penale è ancora immacolata (nonostante io non sia fulgido esempio di onestà), i miei polsi non hanno provato il vergognoso e gelido abbraccio di un paio di manette ostili, niuno ha puntato il dito contro la mia graziosa personcina gridando: “Al ladro, accorruomo!”.

Non ho commesso atti illeciti (secondo il codice penale). Non ho spartito bottini e non mi sono introdotta senza permesso in alcun edificio contenente preziosi et affini. Non ho indossato abiti da gran soirée e non ho frequentato la high society, non ho osservato memorabili tramonti e sorseggiato champagne a bordo piscina di un lussuoso Ritz-Carlton in qualche paradiso fiscale circondato dall’ oceano più cristallino.

Ho piuttosto attraversato procellose acque come a qualsiasi umano, di tanto in tanto, capita di attraversare, ma veletta e volontà mi hanno permesso di giungere sana e salva all’agognata riva. A volte ho bevuto sale senza distinguere se fosse mare o pianto; ho perso di vista la Stella Polare, mi sono persa e sentita perduta.

Ho urlato al silenzio che mi ha risposto.

Infine ho riso con fragore, a gambe larghe e petto in fuori come una sguaiata commediante d’avanspettacolo, e ho accolto i fischi del pubblico con la leggerezza di chi ha calcato i palcoscenici sul tetto del mondo e nei bassifondi della disperazione.

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Parbleu, quanta solennità! Vorrei essere frugale, ma mi scappa il melodramma…

Quesito cosmico: son più donna o primadonna?

16 pensieri su “Bridge over troubled water

  1. Un pensiero “laterale”:
    si dice, ma in fondo anche avrebbe il suo perchè.
    Un salice piangente in inverno non si spezza i rami: quando sono oltremodo carichi di neve, si piegano lasciando scivolare a terra la massa nevosa, e poi si raddrizzano. Risultato: la pianta sopravvive.
    Un manufatto di acciaio (tipo un tubo, o una barra, o un profilato) è più tenero ed elastico di un medesimo manufatto con lo stesso aspetto ma in lega di alluminio, per esempio. Il manufatto in lega, stressato da una forza che cerca di curvarlo, resiste finchè può e poi si crepa o si frantuma. L’acciaio è più elastico, può tornare alla sua forma originale dopo una sollecitazione (si pensi a una lama di sospensione a balestra per autoveicoli) e tutt’al più, passati i suoi limiti di resistenza a flessione, resta piegato ma non crepato o frantumato. Alla peggio si può raddrizzare con cannello ossidrico e martellate.

    1. V, ma petite,mi piego ma non mi spezzo, però mi sciolgo moi aussi! Bando alle tristezze e torna pimpante a scrivere sul blog!
      P.s.: ma dove sono spariti tutti? Quasi tutti quelli che seguivo non scrivono più rien de rien… quel dommage!

  2. Primadonna, ma donna, prima. Prima delle risa a gambe aperte, della veletta e della volontà, prima dello champagne e del melodramma, prima delle lacrime o del mare.
    E’ un piacere averti scoperta (anzi, grazie, perché mi sei venuta a trovare tu).

  3. Mi par di scorgere tre codeste righe il cappello a piume di un’arguta signora ch’ era alla testa di un manipolo di balordi e aspiranti tagliagole. Il ricordo mi porta alla defunta Marla. Riposi in pace.

    1. Anche tu, Niphus, non mi sembri messo molto meglio! Sai che sono amante di cazzeggio, e un bel gioco dura poco, perciò… Voilà, si volta pagina, e si torna a cazzeggiare con veletta al posto della cofana. E l’accolita la si rispolvera senza se e senza ma: Il delitto perfetto e’ sempre nel dna di questo cuoricino di blogger.
      P.s.: E toi? Come va?

      1. “Quando cominci a vedere non puoi più smettere”. Ero su un post di un vecchio mai vissuto e leggevo La vedi la vita?. E’ singolare come si possa riconoscere una persona dalle sole parole. Sto bene. Sto per niente sul blog. Ho smesso di scrivere cose inutili che facevano male al mondo come il ddt. Sono sopravvissuto ad uno tzunami che mi ha demolito e sto in piedi grazie alle mie tre colonne d’Ercole.
        Si l’accolita e i suoi eccidi di massa mi manca ma non è più tempo ..per me. Mi sono ritirato . Sto qui sulla mia amaca col cordame che mi segna la pelle visto che sono ingrassato come un porco. Amaca che cambierò solo con catafalco di livello. Ti rispondo per cortesia poichè tu sei stata gentile nel rivelarti. Grazie a te con qualsiasi nome la gente vera ti chiami. Buona vita e che il cazzeggio sia con te. Augh!

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