My happy ending

… e vissero tutti felici e contenti.

-The beginning-

“Mi hai fregata, caro Walt!”

Cenerentola studia la propria faccia nello specchio del bagno, ma conosce a memoria le borse sotto gli occhi e l’indomita frustrazione che le fa pulsare la vena sulla tempia sinistra. Tira un’amara boccata di sigaretta mentre verifica lo stato delle sue unghie: cheratina sbeccata, opaca come quella mattina di novembre dai colori incerti ma dal vento deciso e chiassoso, infastidito per il solo fatto di esistere.

“Bella la metafora del castello bianco e della vita da principessa, caro Walt!”

Cenerentola gracchia rauchi gargarismi e sputa fiele nel lavandino, imprecando contro l’universo. Sente il rumore della porta di casa che si chiude: è suo marito, il principe azzurro, che sta andando in ufficio sussurrando un “ciao” poco convinto. Tornerà solo alla sera, ma questa è una buona notizia per entrambi.

“Brindo all’Amore con la a maiuscola, ai cavalli bianchi, al suono festoso di campane e anche a te, caro Walt!”

Cenerentola si sciacqua la bocca con l’ultimo sorso del bicchiere di plastica e inforca gli occhiali da vista. Sommaria coda di cavallo, trucco a chilometro zero (inesistente) e deodorante senza gas per rispettare l’equilibrio naturale di quel mondo che odia. Pantaloni neri, giacca in pelle nera, umore nero. Pronta a cucirsi addosso l’ennesima sequela di eventi da non trascrivere sul diario personale.

“Vado a timbrare il cartellino, caro Walt!”

Notte. Cenerentola scruta la sveglia che brilla sul comodino: mancano due minuti. Il principe russa mentre sogna di ballare il limbo nel villaggio turistico a otto stelle di cui raccontava il capo in ufficio. A Maui… o era Tobago? Anche quando sogna, il principe non conosce mai la risposta giusta.

Undici e cinquantotto, undici e cinquantanove.

00

“Alle favole col lieto fine, caro Walt!”

Cenerentola sguscia dalle lenzuola e scivola in bagno, lesta e silenziosa come un ninja. Toglie la retina dalla testa, e una chioma blu come la mezzanotte si libera dalla prigionia. Occhi da gatta selvatica, rossetto scuro, smalto nero. Dal ripostiglio sotto le scale tira fuori il trolley con i teschi e il suo inseparabile giubbotto di pelle. Alla stazione, la stanno aspettando Biancaneve e l’ex di Aurora (sempre addormentata), che non vede l’ora di fare outing e urlare al mondo di essere gay.

Prima di andare a scriversi il suo finale, Cenerentola siede sullo scalino davanti alla porta aperta e aspira l’ultima boccata di sicurezza. L’aria odora di foglie inzuppate e caldarroste; il vento si è trasformato in musica di sottofondo.

Cenerentola indossa le scarpette di cristallo nuove di zecca e si chiude alle spalle la storia scritta da altri.

Scarpette tacco dodici, naturalmente!

Spoiler cosmico: il marito di Cenerentola cercherà di consolare la povera Aurora, ormai risvegliata dal sogno. Andranno a convivere l’anno successivo, e diventeranno genitori orgogliosi di due deliziosi gemelli: un maschietto e una femminuccia. Concepiti durante una vacanza a Maui. O a Tobago.

19 pensieri su “My happy ending

  1. 😂😂 tu sei fuori!!! Ma dove le partorisci?! Ti confesso che quando ho letto Happy Ending, ho pensato subito al finale a sorpresa che offrono alcune massaggiatrici di salubri posti!!

  2. Ahaahahahah, sono bipolare, ti passo dalla tragedia greca con contorno di prefiche all’andovai se la banana non ce l’hai: la prevedibilità, my adorable almost, is soooo boring!

    1. Pagsy, donna garbata, squisita e acuta, solo tu mi capisci, parbleu! Diamo a Cesare quel che è di Cesare (e non ho la più pallida idea di cosa sia), e a Cenerentola quel che ne consegue, c’est à dire: la liberté de choisir! Bisous in quantità, mi mancasti beaucoup:*

      1. Madame!!! I suoi complimenti sono un balsamo dopo giornate critique… Dato che il libero arbitrio ci è stato concesso… liberté de choisir sia! E senza demagogie! Mancò anche lei a me, madame. Un inchino.

    1. Of course! Ora vive a Dublino, ha aperto un negozio da parrucchiere e attualmente frequenta un attempato ma piacente geometra con la passione per la cucina e i film della Hallmark, che hanno sempre l’happy ending.

    1. Ohhhh, monsieur Tads, il destino ci fa ritrovare (vedi tag di questo post. Se non suona il campanello… c’est la vie)!
      Ho sempre pensato che la felicità, come tutto ciò che è prevedibile, alla lunga diventi noiosa. Meglio andare a sbirciare dietro qualche angolo sconosciuto, e provare le délicieux frisson dell’inconnu. Bonjour.

  3. Aurora faceva finta di dormire, perché aveva capito subito che con il principe Filippo c’era poco da stare sveglie!
    Merci ma chère, oggi avevo ancora più bisogno di staccarmi dal mondo degli stereotipi (anche se nascosti sotto il mantello delle favole).

      1. Giorni di lavoro, studio e pirouettes amorose, ma torno un po’ più presente la prochaine semaine. Intanto, il trolley è pronto per un weekend solitario a Copenaghen 🙂 Bisous!

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