Dalla terrazza

Ho dimenticato dove fosse la terrazza.

So che era una città calda, forse Siviglia, oppure Lisbona; ci davamo silenzioso appuntamento su quella terrazza notturna che cingeva in un abbraccio impacciato la pensione macilenta, dalla reputazione dubbia quanto quella dei clienti che vi sostavano per un’ora o per una vita intera.

Ci univano una boccata di fumo e lo sguardo disincantato di chi dal destino non ha mai ricevuto una mano di carte fortunata. Non ci siamo mai scambiate un sorriso: la dolcezza era bandita dalle nostre labbra sfigurate da rossetti scadenti e vistosi. Eppure, il rituale di incontrarci ogni notte, appoggiate contro la ringhiera screpolata a fumarci via la giornata, era un breve respiro prezioso che nessuna mano maschile poteva toccare, neppure lasciando una mancia sostanziosa.

Guardavamo l’umanità dall’alto, finalmente piccola e lontana, e ci accorgevamo di indugiare sulla stessa coppia clandestina, lesta nel cercare rifugio in qualche appassionato androne, o l’anziano signore dall’aria distinta, con bastone e cappello, che sembrava passeggiare senza meta, fuori ritmo, incurante del contorno losco e chiassoso.

Una volta -stava ormai albeggiando-, il signore distinto alzò la testa verso il nostro balcone. La mia compagna di sigaretta si tirò indietro emettendo un grido soffocato, poi corse dentro. La tenda grigia della sua stanza fluttuò con inaspettata levità, accarezzandomi la crocchia di capelli.

La notte successiva lei non uscì a fumare, e neppure le notti a venire. Non la vidi mai più. Ho memoria dei suoi ultimi occhi, le pupille dilatate che riempivano di buio l’iride azzurra. I muscoli del collo tesi, le mani avvinghiate alle spalle, le unghie piantate nella carne.

Provai dispiacere: non le avevo mai chiesto il suo nome e lei non aveva chiesto il mio.

“Forse dovrei smettere di fumare”, pensai, gettando il mozzicone nel vuoto.

15 pensieri su “Dalla terrazza

  1. Che dire “splendido” sarebbe superfluo…pero’ lo dico, anzi lo scrivo lo stesso: SPLENDIDO. So che hai l’ “animo errante” quanto a scrittura pero’… se mai dovessi decidere di scrivere (e pubblicare) un libro sappi che io ( che di solito scarico gli ebook piratati ) il tuo lo comprerei in quadruplice copia e con quintuplice autografo con dedica (e disegnino).

    1. Judith, mio faro nella notte, se mai pubblicassi (e, visti i miei ritmi di scrittura, succederà quando sarò ottuagenaria), ti porterei le tue quattro copie a mano, personalmente di persona, a Perth o dovunque sarai. Non ti azzardare a cambiare emisfero senza avvisarmi!

      1. *________* in quelqualcaso ( e anche non necessariamente in quelqualcaso particolare) sarebbe un onore incontrarti MissisW! mi procurero’ una pala tascabile per insabbiare ogni prova di qualunque delitto commetteremmo. O certo, tu mi dirai….”un maggiordono ( sempre dai folti capelli) che faccia il lavoro per noi”… (che sarebbe ancora meglio!).

        1. Ma la pala tascabile è già in vendita in Australia? E’ un articolo molto interessante che terrei costantemente nella mia Birkin. Anche un maggiordomo tascabile non sarebbe male, da estrapolare alla bisogna…
          Potremmo sempre incontrarci a metà strada, magari in qualche isola dal mare cristallino, così ci facciamo pure un po’ di svacco con contorno di champagnino (quello ovunque, anche in una yurta, ma non vedo perché dovremmo incontrarci in una yurta).
          Insomma, di fronte alla prospettiva di un delitto perfetto, mi trovi già con il trolley pronto:*

          1. La Pala è una Luis Vuitton da borsetta. Si ordina su ebay. Ovvimente ne ho già acquistate 2 (una per me ed una per te, ed ovviamente mi sono premurata di verificare che faccia perfettamente pendant con la tua fida birkin preferita prima di proseguire con l’acquisto) . Quanto al maggiordomo tascabile mi rimetto ai tuoi raffinati gusti, io di uomini non ci capisco granchè e finisco per scegliere i sottomarca. Mi han detto di far la prova del cocomero e dargli 3 colpetti in testa prima di scegliere… ma non capisco se son difettate le mie orecchie o se sia sfortuna ma suona sempre vuoto. Se ci diamo appuntamento al centro nell’oceano Indiano, assicuriamoci che l’isola effettivamente ci sia, non facciamo che poi non c’è o mi risulterebbe scomodo fare 7200km a cavallo di un delfino con 200 valigie, per poi scoprir d’esser stata vittima di una truffa online (non per qualcosa, ma stare seduta all’amazzone mi fa venire i crampi ai ginocchi). Quanto alla yurta, se ne convieni, io ci farei dormire il maggiordomo e per noi dalle 5 stelle in sù (5 stelle con brillocchi) piscina (con brillocchi) e pranzi e cene di lusso (senza brillocchi, ci tengo alla dentiera). ❤ xox

            1. Ahahahahah, la prova cocomero è infingarda, anche perché il frutto è stagionale, e noi vogliamo l’uomo adatto a tutte le stagioni ( soprattutto il maggiordomo, vieppiù se poket-sized). Per quanto riguarda il nostro appuntamento, direi di ripiegare sulla terraferma, magari con lato mare, schiaffate in lussuoso hotel con brillocchi, piscina con brillocchi et avvenenti camerieri a servirci cene gustose dove al morbido si deve sempre aggiungere la nota croccante (Masterchef mi ha rovinata).

              1. http://blog.clubmed.it/wp-content/uploads/2016/03/viaggi-di-lusso-maldive-1024×643.jpg e credo di non dover aggiungere molto altro. Seppur, ad onor del vero, per rispettare i miei standard d’esigenza…il maggiordono lo gradirei meno gracilino e con divisa impeccabile in stile capitano di marina (ma senza cappello). Adoro gli uomini in divisa (ma meno i cappelli). Per te non riesco a capire se abbia i cappelli sufficientemente folti. Nel dubbio ho già adocchiato un sostituto, forse concorderai anche tu nell’ assumer, come porta vivande, qualcosa del genere: http://www.hairacademy.tv/wp-content/uploads/2017/02/capelli-ricci-uomo-1-590×350.jpg
                Se vuoi ci facciamo anche portare un TV 84 pollici 4k per vedere masterSCEFFF onde la cultura culinaria possa raffinare maggiormente i nostri pretenziosi palati. Bacy dalla tua SOP (sister of prank ) preferita

                1. Il maggiordomo deve essere butler nel profondo, quindi inglese. Non esistono se e ma: su questo non transigo no e poi no!
                  Per quanto riguarda il resort maldiviano… ci siamo, quello è il mood: piscinazza, vista mare, noi svaccate a farci servire. E se il maggiordomo è pocket, proprio perché inglese quindi non autoctono (perciò ce lo portiamo noi da casa), il resto della servitù può assecondare ogni tua fantasia più selvaggia. Io direi: young, in divisa monochrome, con capello folto come sample (la tua foto, che è assolutamente di.vi.na.) e niente più. Aggiungo: capello folto sì, petto villoso no.
                  Niente masterchef in tv: noi vogliamo Cracco, Cannavacciuolo e company in the flesh, a cucinare per noi il filetto in crosta. Bacy (mi piace pure questa parola… ma che mi fai?).

  2. Piaciuto? Très bien!
    Chi era quell’uomo? La domanda resta sospesa nell’aire, senza risposta, e ognuno può immaginare ciò che più gli piace… C’est à dire: l’uomo è il pretesto per il coup de theatre, l’ombra, lo stratagemma (bella parola, stratagemma, ora mi vado a cercare l’etimologia).
    In conclusione: boh!

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