Take me somewhere nice

What would you do
If you saw spaceships
Over glasgow?
Would you fear them?

Una domenica di sole e cieli tersi, l’aria ferma, tiepida, e il mare, dopo giorni agitati, che si regala tregua e sonnecchia, placido, muovendosi lo stretto necessario ma compensando con un trionfo sfacciato di colori luccicanti.

Tavolo all’aperto nel ristorante di amici, occhiali neri da diva e giacca appoggiata allo schienale. Un vino francese di cui non ricordo il nome, bianco e profumato. Buona compagnia, incrociata per caso. E, come sempre, le cose che non progetti risultano essere piacevoli sorprese.

A parte l’approprazione indebita, of course. Ma questo è un’altra storia, un capitolo ormai chiuso della mia vita di ex-ladra gentildonna. Ora la mia veletta è immacolata come la fedina penale.

Ma non divaghiamo! Come dicevo, miei adorati, mi ritrovo al desco con il mio accompagnatore di cui non dirò nulla neanche sotto interrogatorio, ma sappiate che è uomo di presenza fisica e spessore morale. E ha una dote impagabile: pensa prima di parlare. Spesso, dopo aver pensato, decide di tacere. Insomma, una perla rara (e voi sapete quanto io ami gli oggetti preziosi). Con noi, i genitori dei gestori del ristorante e un loro amico di vecchia data che conosco per la prima volta. I tre hanno parecchi anni più di me, sono socievoli e alla mano.

Il tempo scorre via liscio, morbido (ma con la giusta nota di croccantezza, come il trancio di ombrina su crema di topinambur con cuori di carciofi fritti… Masterchef, I hate you); la conversazione è gustosa quanto il cibo, e mi ritrovo a pensare che l’età non conta nulla.

Le persone sedute al tavolo con me hanno storie da raccontare perché hanno vissuto esistenze piene: l’amico della coppia ha vissuto a Shangai per lavoro (mangiando ravioli al vapore dal ripieno rivoltante che non vi sto a specificare perché vi amo profondamente), ha la moglie di Glasgow e mi chiede se ho mai visto la meraviglia delle Highlands del nord! La sua città preferita è Londra. Un raggio di sole illumina la sua folta chioma candida, e il suo cane femmina, sinuoso e nero, affonda il muso nelle mani del suo padrone come a voler condividere l’onda fluida dei ricordi.

Io so di star bene, a mio agio. Come sono a mio agio con i figli ventenni dei miei coetanei, con la loro scoperta fragilità e il bisogno di non essere criticati. Appassionati di anime giapponesi e Stranger things e Harry Potter e drama coreani. Come me, che non smetterò mai di assecondare l’adolescente che annaspa e sogna dentro di me.

L’età non conta nulla: sono le storie, l’appassionata voglia di vivere graffiandosi le ginocchia e scoprendo la rischiosa bellezza di scendere dal treno in corsa perché abbiamo visto dal finestrino un posto nuovo da chiamare casa, un viso sconosciuto che ci sembra già famigliare.

E dopo tanto correre, fermarsi con il desiderio di riempirsi gli occhi di sole e godersi l’attimo perfetto.

Non stanche parole, riflesso di una vita che non ha mai virato dal suo binario morto; nessuna rassegnazione, vuota conversazione di sbiadite trivialità. No, non mi interessa parlare di pensioni, politica, scuole, doposcuole, ospedali, e di ciò che fa tizia con caio e caio con tizia. Am I the strange one?

Piuttosto sto da sola, a sognare.

Quesito cosmico: anche il vostro divano ha le ali?

 

29 pensieri su “Take me somewhere nice

    1. Spesso pensa senza parlare, infatti è un uomo piuttosto taciturno, ma anche questa, a mio avviso, è una qualità. Soprattutto la mattina, che richiede una carburazione lenta. Buon pomeriggio, tresor!

  1. Come non condividere il tuo gusto per le belle persone, le discussioni che arricchiscono e la buona cucina? Gusti elevati e che elevano. Io ci provo, ma spesso non resisto al piacere del terra-terra. Ci razzolo, quasi.

    1. E fai bene a non resistere. Puoi trovare elevazione anche in un bicchiere di Sangiovese sfuso e un pugno di ciccioli, vamolà! Per un pugno di ciccioli… ecco un altro bel titolo… mi sa che ci tocca davvero buttar giù due righe.

      1. Ah, ah, per un pugno di ciccioli… si, potrebbe venir fuori una raccolta, una strenna per Natale. I protagonisti ormai li abbiamo, ci serve un antagonista per il cavalier Rana (o la calva tettuta)… il dramma inizierà con “c’era una volta…”?

        1. La strenna di N… (scusa, è una parola che mi crea nocumento) m’intriga… Come antagonista metterei Svartan il vichingo, colosso svedese, gran mangiatore di polpette ma, nel momento in cui assaggia i tortelli con ripieno di ciccioli del cavalier Rana, cucinati dalla figlia di quest’ultimo, decide di rapire la pulzella e portarla nel fiordo…

        1. Non sputerei neppure sul cocuzzolo italico, ma comprendo: England is not a place in the world, it’s a place in your heart… ( e qui parte una musica nostalgica e lirica).

  2. Che dire, con il tuo stile impeccabile anche il lövas sleeper Ikea sembrerebbe un divano di Fendi.. Io sono una sociopatica socievole (ma pur sempre sociopatica), il mio migliore amico è un divano (ahimè in fuccsiaa non lo avevan) ed insieme compiamo dei veri e propri viaggi astrali. (Con e senza brillocchi).

    1. My one and only Sop, quando ho letto sociopatica socievole, my heart skipped a beat: è esattamente come definirei me stessa! Come direbbe il mio adorato Sherlock: I’m a high-functioning sociopath… with a couch. Non necessito di molto altro. Un bel gattone con pelo folto (of course). Un maggiordomo tuttofare. Servitù fidata. Piacente. Flessibile. Sorry, sto già facendomi un viaggio!

  3. Già l’età non esiste… ma fino ad un certo punto, nelle persone più grandi trovo famigliarità esperienze e contenuti… mentre in quelle più piccole invidio l’ingenuità dell’adolescenza, ma con molte non so veramente di cosa parlare. Anche perché sono io quello che guarda Stranger Things, anime giapponesi, e si è appena rivisto tutti gli Harry Potter circa tre settimane fa… porto contenuti da entrambe le parti, ma non sempre ne ricevo in cambio…

    1. Me too: ho adorato Stranger things e me lo riguarderò con la figlia ventiduenne della mia amica. Posso stare con i ventenni e con i settantenni, l’età non conta. Ciò che conta è la passione come motore delle loro vite. Chi vive con passione ha mille storie da raccontare e io sono una grande ascoltatrice.
      Have a nice evening, darling! (Chiamarti scrivopernoia è impegnativo, dammi un nick… altrimenti ti chiamo Noia-kun:)

      1. Niente nickname, sennò non avrei paura di scrivere nell’immenso web informazioni private…
        E a proposito di informazioni, le mille storie di cui parli aiutano sia a vivere che a scrivere…
        Mi chiamo Sean, Miss 😉

  4. Con quella splendida canzone dei mogway non servono parole da parte di nessuno. Si può viaggiare persi nel tempo, nello spazio e nella vita. Dan

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