The deep sanctity of cazzeggio

Miei meravigliosi lettori, so che codesto mio aspetto austero fatto di veletta, guanti neri e gramaglie, induce i più sensibili tra voi a pensare che io sia un donnino dedito alla contemplazione lirica, incapace di godere dell’attimo fugace se non ha tra gli artigli un calice di champagnino davanti al tramonto di un mare tropicale, in hotel dalle cinque stelle in su et in compagnia di sagaci professionisti in carriera, magnati e nobiltà, laureati cum laude e in grado di parlare almeno tredici lingue, tra cui il sanscrito e il sumero.

Orbene, per quanto non disdegni quanto sopra (anche se trovo nobiltà, magnati e professionisti in carriera alquanto sopravvalutati in termini di gozzoviglio davanti al tramonto), vorrei portare alla luce la mia vera me, quella che sogghigna sotto la veletta, ricordandovi altresì che ciò che indosso non son più gramaglie (mr. White, buonanima, alberga nel girone infernale che gli compete ormai da qualche annetto), ma l’emblema dell’eleganza e della verità in sé racchiusa: il nero che sfina.

Potrò anche sottoporvi scritti forbiti, vocaboli desueti e prose delicate, ma sappiate che so far uso del turpiloquio quanto in una puntata di Gomorra, che apprezzo un vaffanculo ben piazzato, e che (e sottolineo che), ho una passione smodata per il cazzeggio.

Cazzeggio per puro diletto, sfrontato e senza fronzoli, perché la vita volge al tedio con inusitata sveltezza, lo sfrancicamento di zebedei è appostato dietro ogni angolo e la spessa grevità delle rogne suona all’uscio ogni due per tre.

Viva la leggerezza del cazzeggio, dell’ironia, del sarcasmo, dei capelli folti, le polpette, i brillocchi, le calve tettute, le balere, i tatuaggi sulle chiappe e il ghigno perenne!

E chi non ghigna con me… sticazzi!

30 pensieri su “The deep sanctity of cazzeggio

  1. MissisW. Ma sticazzi sempre! Sciogliam le briglie alle gozzoviglie. Dammi solo 20h e arriverò da te sul limo-divano fucsia con porta calici, con JamesII, uno degli attori di Gomorra prelevato a caso e di forza dalla sua abitazione, una teglia di polpette (con brillocchi… ma sulla teglia, non nelle polpette s’intende!) e andiamo tutti quanti a farci un bel tatuaggio sulla chiappa (io la sinistra tu la destra o viceversa, invero, per me è uguale.. comunque dicevo un tatuaggio…) recitante “we love capelli folti”! Bacy :*

    1. Ahahahahahahah, mi è venuta una gran voglia di gozzovigliare sulla motonave Tritone: partenza Porto Garibaldi e poi, via, a farsi tutti i lidi, a ingozzarci di fritto misto e a bere sangiovese (è rosso? e allora? se qualcuno ha qualcosa di ridire, gli mandiamo contro l’attore di Gomorra che sa il fatto suo e ci impiega niente a tagliar giugulari). Noi offriamo le teglie di polpette, paghiamo con un brillocchio (quello piccolo che brilla meno) e aspettiamo l’alba cantando romagna mia romagna in fiore, chiappa al vento e James che tiene d’occhio il limo-divano che non vogliamo che qualcuno ci rovesci sopra il sangiovese.

      1. Direi trattasi di un programma a dir poco perfetto! Ci aggiungerei solo i “gemelli di rara bellezza”, che quelli in effetti mi piacevano assai. Non soproprio come io abbia fatto a dimenticarmeli a casa! Bacy SOP

  2. Il cazzeggio è un apostrofo tra la parola Sti e Cazzi. Io cazzeggio poco, per scelta ? Per genetica ? Chissà…ma non è mai tardi per provare Miss, especially if you say so!

    1. Almost, my luv, lo sapevo che eri dei nostri! Orsù, metti le scarpe basse e vieni con noi in motonave a fare danni! La Judith (che ne sa una più di un devil) fa il giro e preleva con il limo-divano turbo, e James offre il prosecchino di benvenuto.

  3. Passi il tatuaggio sulle chiappe, ma questa infatuazione per i capelli folti non la capisco. Il prode Svengard è forse amato dalla calva tettuta per la capigliatura? Nossignore, ben altre doti apprezza la donzella del rozzo vichingo, doti che il vetusto cavaliere ha appannate. In compenso il Rana (parente intelligente del Trota) possiede un intero hotel ai tropici, anzi possiede pure i tropici, e sticazzi ai capelli e pure a Svengard direbbe l’eroina, se solo conoscesse il sumero.

    1. Ahahahahahahahahahahah, questo è cazzeggio ispirato, anche se venato di malinconia causa il ritornare pervicacemente sul capello folto che, ormai appare chiaro, trattasi di caratteristica fisica a te invisa. La calva tettuta, del resto, fa dimenticare con bel altri attributi la mancanza di chioma leonina e Svengard, altrettanto glabro, forse avrà anch’egli doti nascoste e ben più apprezzabili del troppo pelo. Sul Rana… che dire? Non è cav. mica per caso, e coi tortellini si è comprato pure Valencia solo per fare il ripieno di paella, perché lui è un vero professionista e il sumero lo capisce ma non lo sa scrivere.

      1. Quanta nostalgia di quelle mattine in cui non sapevo dove mettere i capelli che sparavano da tutte le parti! Feci anche da modello per un amico parrucchiere in gioventù (poi lui divenne calvo veramente, i pensieri dei parrucchieri sono gravosi e scaldano molto _ il calcio, le donne, le tasse non necessariamente in quest’ordine _). Ora aspetto il momento in cui la sapiente opera mattutina non riuscirà più a nascondere la piazzetta, e dovrò scegliere tra il riportino o il denudamento della crapa. Propendo per la seconda opzione, ma non ho ancora deciso; se arrivo all’estate potrei tagliare tutto con la scusa del caldo. Ma il cav. Rana non potrebbe adoperarsi con la bella calva e proporle un trapianto? Lei la prenderebbe come un’offesa? Potrebbe avere una sorella capelluta ma piatta a cui estirpare il cuoio, convincendola che così potrà avere per lei il focoso Svengard.

        1. Ti casso immediatamente il riportino: vai di nudo con piglio virile e sprezzo delle critiche, e ricordati che il maschio con crapa a vista suggerisce carattere, mentre la calva tettuta ha vissuto momenti in cui, sappilo, ha pensato persino di compiere l’estremo passo ma, essendo tettuta (che è l’equivalente femminile dell’essere cazzuto), ha reagito, e ora porta la pelata con orgoglio e non desidera più un ricciolo, un boccolo, un tirabaci. Peraltro ha una sorella, ma è calva e piatta, perciò è un cazzo e tutt’uno.

          1. La famiglia dei calvon! Ricordo Lele Luttazzi, amico del cav. Rana, cantare la canzone triestina sui gobbon. Ma oggigiorno è politicamente corretta? O si deve parlare di diversamente dritti? Ma a parte questa divagazione, questa famiglia ha dei problemi, e si che pensavo che la calva tettuta fosse stata adottata. Invece c’è il marchio di fabbrica che le contraddistingue, tetta più tetta meno. Da chi avranno preso allora? Sarà un maleficio? O avranno la casetta sotto i fili dell’alto voltaggio? Per il riportino mi hai convinto, il ciuffo trumpesco non mi donerebbe troppo.

            1. Diversamente dritti è da tatuaggio su chiappa. Di un diversamente dritto.
              Per quanto riguarda lo scalpo delle giovani Rana, pare che la di lor madre fosse dotata di chioma e di tetta. La maggiore ha preso la tetta, e la piccola non se ne fa una ragione di non aver, almeno, preso la chioma. Destino ingrato, direbbe qualcuno. Sfiga, diciamo noi.

              1. Nulla che non si possa sistemare con qualche ritocchino. Ma avrà anche qualche qualità l’infelice? E’ servizievole, di buon temperamento? E’ anatroccolo che deve ancora sbocciare o il tacchino da mettere in padella? Per il cavaliere questo potrebbe fare la differenza.

                1. Il cavaliere l’ha mandata a studiare nel migliore collegio in Isvizzera per cercare di correggerne il temperamento assai belligerante, ma… nulla! La nostra tornò ancora più incazzata, giurando vendetta. Sembra si sia fatta assumere dal gruppo Fini, spezzando il cuore del povero cavaliere. Una storia molto triste.

  4. missiswhite, gia’ con “il nero che sfina” ti eri guadagnata il posto di First Lady (di quale presidente, sceglilo tu!), poi col tatuaggio sulla chiappa, la motonave Titone e romagna e sangiovese, beh, che dire, per me passi direttamente a megapresidentegalattico della bloggosfera!!!! Insomma, Missiswhite for President!!!

    1. Ahahahahahah, Sylvia, bella donna in gamba, se non fosse che schifo la politica quasi quanto il carrarmato sotto le scarpe, sogghigno compiaciuta al tuo complimento e ti informo che c’è sempre un posto per te sulla motonave, basta farsi tatuare il pass sulla chiappa, et voilà, il gioco è fatto!

    1. Già il nome Evaporata aveva suscitato in me subitaneo plauso, poi i tuoi commenti in giro avevano avvalorato il plauso. Se ora mi dici di essere artista del cazzeggio, sappi che puoi indossare l’anfibio a carrarmato e salire sul divano della Judith, destinazione motonave Tritone. Il divano ( e la motonave), sono zone franche dove ognuno può cazzeggiare come vuol. Tiriamo fuori l’hippie che c’è in noi! Peace&love.

  5. Viva il cazzeggio!! Per quanto cerco di impegnarmi in tutti i campi non riesco a fare a meno della mi dose di cazzeggio quotidiano, piuttosto mi tolgo ore di sonno se ho da fare, ma devo cazzeggiare un paio d’ore!

    1. Il cazzeggio è uno stile di vita, a mio avviso è il modo migliore di prendere la vita, perché il cazzeggiare ha sempre una connotazione negativa, di svago fine a se stesso. Pour moi, au contraire, è fine arte di prendere tutto ciò che succede con sogghigno, ghigno e risata fragorosa alla bisogna.
      Il cazzeggio mi permette di essere una high functioning sociopath!

  6. Le vere nobili donne sono quelle che tengono la veletta sugli occhi (e nient’altro) mentre assaporano gli autentici piaceri della vita, al tramonto, all’alba o poco dopo mezzogiorno
    🙂
    ml

    1. Sacrosanto! Chi è vero gode dell’autentico, anche il fritto di pesce sulla motonave Tritone, nei Lidi di Comacchio, bevendo Sangiovese e cantando Romagna mia. Se vuoi favorire…

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