The power of love

I’ll protect you from the hooded claw
Keep the vampires from your door
When the chips are down I’ll be around
With my undying, death-defying
Love for you

Mi piace quando mi apri la portiera della macchina e mi fai salire sorreggendomi il braccio con delicatezza, come fossi un fragile stelo di cristallo. Solo per te la mia voce è un timbro vocale da bambina, tenero tenero, punteggiato di vezzeggiativi inventati per sollecitare il tuo istinto protettivo. Mi hai scelta perché ti sembravo in difficoltà con l’esistenza: mi percepivi sospesa su un ponte tibetano, timorosa di muovere passi decisi lungo l’avanzare del quotidiano combattimento. E io fingo d’inciampare una volta in più del vero, goffa, buffa ma graziosa, perché è così che mi vuoi. Non c’è calcolo nel mio comportamento, soltanto una risposta istintiva ai segnali che invii.

Ogni tuo gesto mi richiama alla mente l’inizio di una frase famosa e io, senza elaborare alternative, rispondo con la conclusione più ovvia, l’unica che mi metti a disposizione.

Abbozzo quando accogli certe mie frenetiche parole con un sorriso paterno, accondiscendente: l’adulto che conosce la facile soluzione e si diverte a osservare il bambino che tenta coi suoi mezzi ma che s’impiglia, impacciato, su quella tracotante benevolenza che si crede superiore. Il premio è l’amore nel tuo sguardo mentre mi prendi per mano e mi conduci verso la via più breve, togliendomi dalle spalle il peso della scelta.

A volte cerco la lite per il gusto di metterti all’angolo con la ferocia dei miei pindarici giri di parole. Il tuo bianco e nero si scontra con la gamma infinita delle mie sfumature, ma non ti sto a spiegare e tu non provi a capire.

Allora, ti lascio ai tuoi amici e alla Champions league ma ti pretendo nei miei peregrinaggi al centro commerciale, dove scelgo i vestiti sperando che ti piacciano. Mi vuoi bella, con i capelli lunghi come quando mi hai vista per la prima volta.

Poi, cena per due, e ancora la mia vocetta ipnotica, intima, per diluire la passione in coccole, nella vana ricerca di una connessione profonda che traduca i nostri sospiri in linguaggio universale.

Di nuovo mattina, e la luce senz’ombre mi restituisce i contorni netti della nostra distanza.

Mi piace quando mi fai sentire piccola e protetta.

Odio quando mi fai sentire piccola e protetta.

E’ così comodo quando mi fai sentire piccola e protetta…

Questo è amore?

42 pensieri su “The power of love

  1. Potrebbe essere! E comunque Champions – centro commerciale mi pare uno scambio equo. Mi ritrovo con la definizione del bianco e nero vs. infinità di sfumature, avete quella capacità di sminuzzare colori pensieri e parole che ci prendete per puro sfinimento: ok, hai ragione! E’ la pigrizia che ci frega.

    1. Infatti: l’ammmore è un continuo braccio di ferro, una contrattazione, un do ut des senza ritegno. Preferisco la fase passionale, intensa nella sua caducità, o l’onestà di chiamare un lungo rapporto col suo vero nome: mutuo soccorso, o master and servant, o perfetti estranei. Se si ha chiulo, big friends with (sometimes) benefits.

      1. Alla faccenda dei benefits non ci avevo mai pensato. In effetti ogni tanto un po’ di benefit fa piacere. Se poi si riesce a fare qualche risata insieme e’ anche meglio. Magari non proprio durante il benefit che sarebbe poco lusinghiero.

        1. Mah, dio li fa e poi li copula, paese che vai, benefit che trovi: magari a qualcuno piace il climax con sghignazzo. Io suggerisco l’effetto sorpresa, giusto per ravvivare i lustri passati insieme, ma ci vuole tanta, tanta buona volontà.

          1. L’effetto sorpresa non potrebbe indurre in sospetto? Del tipo “che si deve far perdonare questo/a qua?”. E poi c’è sorpresa e sorpresa, alcune sono antipatiche. Se uno ad una riunione di premier esce fuori e fa “cucù” è una sorpresa divertente. Viceversa se uno si sente premere in ascensore è una sorpresa fastidiosa.

            1. Magari, al rientro dalla dura giornata di lavoro, si potrebbe far trovare al partner una coppia di modelli/e dal corpo scolpito e tanto sano entusiasmo.
              Ma so che questa proposta non incontrerà i favori della maggioranza. Bigotti.

              1. Una grande idea! Da non confondersi col farsi trovare dal partner con una coppia di modelli/e, pur entusiasti. So per certo che non tutti apprezzerebbero, un peccato se ci si pensa.

                1. Indeed! Le soluzioni semplici, chissà perché, sono sempre invise.
                  Qualora ti trovassi nella situazione da te citata, consiglio di negare l’evidenza. Con pervicacia. E appellati al quinto emendamento.

          1. Eppure vedo e ho visto coppie affiatate e appassionate anche dopo anni e anni di relazione (ad esempio, i miei nonni) e non credo fingano/fingessero.
            Io ci voglio credere che esista questo tipo di amore, solo che sia raro trovarlo, questo sì, e forse per questo ci “accontentiamo” di una relazione poco passionale, ma carica di affetto chiedendoci però sempre se sia amore.

            (quanti congiuntivi ho usato?! 😄 tutto questo rende bene l’idea di quanto sia alto il grado di incertezza quando si parla di amore)

            1. Sai, avendo il sarcasmo tatuato sul cuore tendo a essere molto secca nelle mie risposte, ma questo non significa che non ponderi con grande interesse i commenti dettagliati come i tuoi.
              Credo che le vecchie generazioni avessero un senso del sacrificio che noi abbiamo perso. Sopravvivere insieme alle difficoltà della vita cementa un rapporto e rende la coppia complice.
              Ora siamo più egoici, noi donne non siamo più angeli del focolare e gli uomini sentono minacciata la loro funzione innata di procacciatore di cibo. Vacilliamo, e sognamo l’ammore senza fare nessun sforzo per ottenerlo.
              I congiuntivi sono necessari in quasiasi discorso sull’amore, ma ognuno, alla fine, deve seguire il proprio sogno, altrimenti che vita è?
              Grazie, darling, per le riflessioni che hai condiviso con me.

  2. Mon cher, petit fleur de lotus!
    Indipendentemente dalla conformità al reale di parole, sensazioni e situazioni, vado oltre quel che leggo e intravedo lo spiraglio di una sensibilità – che a dispetto della tempra e della lingua scattante che ti riconosco – chiede attenzione per non essere calpestata da ignobili superficialità. Une caresse, mon ami.

    1. Mon tresor, mi stanno partendo posts dove mi interrogo sulla diversité tra Marte e Venere, e quanto questa diversité, a mio avviso, sia difficilmente stemperata. Qui abbiamo un donnino che approfitta delle sue femminee fragilità per ottenere favori. Attuale? Je pense que oui!
      E l’omino che ottempera ha la sua idea di donna bambina, da proteggere e guidare.
      Rifuggo un uomo così, come detesto le donne che giocano sull’essere il sesso debole, per poi urlare allo scandalo perché ancora non abbiamo raggiunto le pari opportunità.
      Ti ho tranquillizzato, chérie?:*

      1. Mais oui! Il messaggio qui contenuto mi è parso talmente verace da essere indecisa se potesse trattarsi di “un abito di scena”. Hai ragione, parliamo degli stessi argomenti, per chissà quale congiunzione astrale, stiamo percependo probabilmente vibrazioni simili. Neanche io potrei tollerare un simile compromesso… jamais… ci sono altri metodi efficaci per arricchirsi piuttosto che “prostituirsi”, come mi ricorda il caro George Bernard (Shaw) in uno dei suoi articoli! Sono velenosa, ma diversamente non mi tratterebbe, milady… je suis sur!

        1. Diciamo che amo chiamare le cose con il loro nome: se ha da essere manipolazione, che sia almeno consapevole, parbleu, e responsabile (pronto/a alle conseguenze). Per proteggermi, ho il veleno, la veletta e, eventually, il maggiordomo.

          1. Parbleau si elle a raison! La question è che siamo in poche a ragionar consapevolmente in cotal guisa e per la maggiore vanno le donnuncole prive di tempra, nerbo, frusta, frustino, veletta e maggiordomo!

  3. Perché no? Per me lo è. Ho sognato un po’ leggendo questo pezzo (ti dirò, mi ha sorpresa positivamente). Ti suggerisco la cover The power of love dei Motel Connection (il cantante è Samuel dei Subsonica). Bisous.

    1. Ascoltata e piaciuta: la voce di Samuel ha il suo why, il suo bicaus e il suo purquoi!
      Sull’ammmmore… che dire? Pour moi, ci si ama ognuno seduto sul proprio pianeta, captando echi di parole. Bisous, ma petite:*

    1. Ci insegna anche che le cose bisogna andarsele a prendercele quando si può, e tenerle quando si hanno. Ha senso vivere una passione ossessiva segreta per poi avere (se va bene) qualche anno nella vecchiaia? Per me ci poteva scappare il morto già su quel traghetto data l’età. Carpe diem e basta

  4. Il bello della passione è che nasce d’improvviso e d’improvviso si spegne. Non ha bisogno di trascinarsi a lungo. È binaria: o è uno o e zero, o c’è o non c’è; e quando c’è è istinto potente e liberatorio. L’amore anche dicono essere binario, dicono che se sei in dubbio non è amore… in realtà prende tante forme anche fioche e deboli. E talvolta è una recita tecnica, tenuta in piedi da un equilibrio di forze, una specie di capoeira in cui a gesti, movimenti, parole di uno, seguono, di necessità altri gesti, movimenti e parole dell’altro… frasi dette per compiacere nel (talvolta vano) tentativo di compiacersi. Come il sadico che ha bisogno del masochista, la bimba sel padre…alcuni non sanno che viverlo così. Molto, molto suggestivo…le tue descrizioni han sempre del sublime! Bacy carissima sop :*

    1. Sista, io credo che ogni scelta umana debba soddisfare un bisogno personale, anche quella che sembra più altruistica. Se non abbiamo un beneficio, non facciamo quella scelta.
      Non sono cinica: è che mi disegnano così!

      1. Mi trovi assolutamente concorde. L’altruismo è solo un mezzo per autocompiacersi che passa attraverso la necessità di aiutare altri, ma si tratta sempre e comunque di una azione finalizzata al nostro personale giovamento. È sempre e solo per quello.

  5. Somiglia all’amore, si… ma per me l’amore, quello vero, è altro. E’ emotivamente paritario, reciproco, non nasce dal bisogno di dare o avere protezione…

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