Se morisse mio marito 7 finale (again)

Miei amati e pazienti lettori, eccoci alla fine di questa histoire… non state più nella pelle, n’est-ce-pas? Riassuntino delle solite puntate precedenti: Mr. White, mio marito e dangerous man, sta organizzando qualcosa di losco in California, Mr. Butler (trad. Sig. Maggiordomo e tirapiedi di mio marito) sta organizzando qualcosa di losco in California, the Butler (Jonathan, love of my life e miglior scassinatore del mondo) sta organizzando qualcosa di losco in California. E io resto con le pive nel sacco e una lettera di Mr. Stevens da leggere. James, il mio vero, unico, caro maggiordomo.

Epilogo.

Autunno in Louisiana. Non molto differente dall’estate: verde ancora rigoglioso, temperature miti, un accenno di pioggia tiepida, a piangere sulla nuda pietra ove giace colui che amai e sposai.

Un funerale per pochi intimi: Zucchino, Coniglietto et moi. Lacrime dietro la veletta, dignitosa compostezza, consapevole accettazione.

Ezechiele 25.17: “Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che, nel nome della carità e della buona volontà, conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno, su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te”.

L’officiante srotola il sermone con autistica flemma  mentre Coniglietto, le mani incrociate davanti ai gioielli di famiglia e le gambe larghe, bisbiglia le medesime parole, virgole comprese, con gli occhioni sporgenti lucidi di empatica commozione.

Espleto l’espletabile, delego agli avvocati il trasferimento del patrimonio dalla buonanima alla sottoscritta, e saluto la plantation senza patemi. Giusto un buffetto ai miei due angeli custodi, addomesticati dalla mia allure e dalle generose quantità di tranquillanti che ero solita mescere nelle loro bevande.

Volo intercontinentale. Un posto in prima classe e una lettera da leggere: questo è il momento giusto, non ho dubbio alcuno.

La grafia di Mr. Stevens (fidato maggiordomo che è stato con me e la mia famiglia negli anni felici a Greenway House), elegante e regolare come un biglietto d’invito vergato a mano, mi strappa un gemito fugace. Mi regalo qualche secondo d’attesa, assaporandomi l’attimo:

“Indimenticata Miss. S.,

Vi tedierò per poche righe con la mia storia recente: dopo l’inevitabile abbandono di Greenway House, da parte di tutti Voi, sapevo che non avrei voluto e potuto prestare la mia opera presso nessun’altra famiglia; ho dunque pensato a quale sarebbe stato il modo migliore per non disperdere i talenti acquisiti nel corso degli anni al Vostro servizio. Perciò, mi sono messo al lavoro e, non per vantarmi, ho aperto la scuola di maggiordomi più esclusiva di tutto il Regno Unito.

I miei diplomati sono professionisti addestrati in molteplici mansioni, in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi datore di lavoro, capaci di risolvere situazioni critiche con garbo, fermezza e sangue freddo.

maggiordomo

Un bravo maggiordomo deve scambiar parola con i colleghi e mantenere buoni rapporti con il vicinato: questo permette di raccogliere informazioni indispensabili a smascherare le malelingue che tentano di infangare il buon nome della casa presso cui presta servizio. Quattro anni per selezionare e preparare il candidato adeguato a svolgere il compito più arduo per un maggiordomo: sbarazzarsi di chi non è gradito alla famiglia.

Sono sempre rimasto in contatto con i Vostri genitori e con Jonathan, Mr. Brown, il quale è venuto apposta in Louisiana per accertarsi della Vostra incolumità. E per essere un valido aiuto, in caso di contrattempi. Si è fatto un nome in America: “il Maggiordomo”; trovo che sia un grande complimento per la categoria che io rappresento!

Non provo neanche a immaginare quanto deve essere stato disagevole per Voi, cara Miss. S., vivere accanto all’uomo spregevole che tanto ha fatto soffrire Voi e la Vostra famiglia! Un matrimonio combinato, come succede a chi ha la responsabilità di fregiarsi di un nome importante. Ma tutti gli anni di inattività e di compensi non guadagnati, a causa della forzata latitanza, Vi saranno ripagati con gli interessi.

Vi saluto con grande commozione. Sempre al Vostro servizio.

Il Vostro devotissimo maggiordomo

James Stevens

A man cannot call himself well-contented until he has done all he can to be of service to his employer. Of course this assumes that one’s employer is a superior person not only in rank or wealth but in moral stature

Caro, caro Mr. Stevens…al mondo non esiste maggiordomo più fidato! A parte Jonathan, naturalmente, e G.B., che, sono certa, è andato a Los Angeles solo per tentare di convincere il mio defunto consorte a interrompere la sua attività criminale per sempre. Usando mezzi non propriamente convenzionali, of course!

Per la cronaca ufficiale, mio marito è deceduto durante uno scontro a fuoco con la polizia. Ma io ho la convinzione che la verità sia un’altra.

L’assassino è il maggiordomo.

Anzi, i maggiordomi!

 Mi aspetta un lungo viaggio, perciò mi metto comoda. Prima destinazione: Parigi. Ci vorrà ancora qualche anno prima che io possa rivedere i miei cari, ma non mi angustio: tenterò di vivere il distacco con dignità e sopportazione, cercando di alleggerire il mio spirito, provato dagli eventi, costringendomi allo svago e alle distrazioni. Appena arrivo, faccio una capatina da Dior!

Che cosa dite? E Jonathan? Beh, quella è un’altra storia!

-Fine-

*********

Lo so, lo so cosa state pensando, miei adorati: ecco che la vedova ci ha gabbati di nuovo! Lo ammetto, ho omesso di rivelarvi che Mr. White fosse l’artefice della soffiata ai danni della mia famiglia, colpevoli di averlo battuto sul tempo in un paio di lavoretti internazionali molto, molto proficui. Ha pensato di eliminare la concorrenza. E io lo sapevo, eccome se lo sapevo!

Sì, l’ho sposato per vendetta. Ma anche per amore. Ah, quella faccia da schiaffi, quel ciuffo ribelle, quella voce… per non parlare della sua fedina penale: irresistibile quanto le frasi d’amore sussurrate in una lingua straniera!

Perdonatemi ancora una volta, mes amis: non sono malvagia…è che mi disegnano così!

26 pensieri su “Se morisse mio marito 7 finale (again)

    1. Merci, mon tresor! James mi comunica che il brunch sarà servito nella sala color gridellino fino alle 15.00 (ora di Greenwich), poi passeremo al tea, all’apericena e ai bagordi fino a notte fonda. Con stuolo di boys a prepararci shottini e moscow mule (così, giusto per sprezzo della russa di Gio).

  1. Eppure continuo a pensare che in quell’uomo c’era qualcosa di buono. Lasciamo stare il torbato, per adesso. Ma quel perentorio: “Spogliati!” alla Riccardo Cocciante dava i brividi, non a me personalmente ma conosco persone a cui lo darebbe. James era dunque dentro la congiura… bene, bene, così non avrò rimorsi quando… no, no, scherzo. Un degno finale, e tutta la storia è stata piacevolissima da seguire e coinvolgente! Ma a proposito… il secondo marito che fine ha fatto? 😉

    1. Sì, di buono c’era il conto in banca e la cassaforte piena di brillocchi.
      Mais non, non sono così cynique… quando a lui partiva la fregola, a me partiva il frisson, anche se la vendetta andava consumata senza ifs e senza buts.
      Per secondo marito ti riferisci a Jonathan? My gosh, quelle sue mani di velluto… forse un giorno vi racconterò… (ghignetto beffardo accompagnato da sospiro nostalgico).

            1. Ah, se fossi stata io, al posto di Veronica, quanta brutta televisione ci saremmo risparmiati!
              E non evidenziare l’ovvio: ho giurato a moi-meme che non avrei mai parlato di politica nel mio blog.

  2. Oh Miss, I missed your story this morning e leggo solo ora!! Una storia pazzesca e coinvolgente, ne dovresti fare un libello da poter divorare senza interruzioni!! Braaaaavaaaaaa

    1. Ah, mia frizzantissima Almost, sono felice che ti sia piaciuta. Dici che ne dovrei fare dei cadeaux cartacei per la festa imminente? In fondo è una storia piena di buoni sentimenti…

        1. Un piccolo saggio didattico, che potrebbe anche essere utile alle nuove generazioni di mogli.
          Ho sempre pensato che sia giusto condividere ciò che l’esperienza ci insegna.

  3. Semplicemente fanstastica! In un certo senso mancherà a tutti mr. White… mi auguro che a questo segua un nuova vedov.. ehm un nuovo matrimonio che si avvincente quanto il primo!

  4. Wonderful! I would have given some more clues, nelle puntate precedenti, sulla tua situazione famigliare e avrei sviluppato maggiormente l’affare in California, insomma sarei arrivata più lentamente alle fine, aumentando ancora di più la suspense.
    Said that, è un racconto favoloso.
    Impostare un blog sul personaggio che ti sei costruita, su un’ identità da protagonista di avventure e misteri, è un’ idea straordinaria. Quello che scrivi stimola la curiosità e tiene viva l’attenzione del lettore. Puoi, quindi, sviluppare altri racconti, come la sceneggiatura di un “serial” a puntate, sicura di non perdere mai il favore dei tuoi followers. Soprattutto, puoi divertirti, estrinsecando una dote che è evidentemente innata in te, scrivere! Quando si svolge un’ attività artistica, di qualsiasi tipo, la parte del divertimento deve esserci, se non esiste divertimento non ha alcun senso portarla avanti, se non dà emozione prima di tutto a se stessi, allora è meglio fare un’ altra cosa, che so?, coltivare un orto, per esempio!
    You’d be really wasted on planting cabbages and rapanelli! 😀 ❤ 😀 Mais l'écriture …… chapeu madame! ❤ 😀 ❤

    1. Quelle merveille di commento, quasi una recensione, mi s’imporpora la gota dietro la veletta!
      Hai ragione, l’histoire ha ampissimo margine di miglioramento, ma sono femme incostante, perciò tendo al sodo (nel senso di finale) con impaziente alacrità. Sull’affaire in California, ho lasciato in sospeso di proposito, visto che il richiamo a “Le iene” del Tarantino è talmente vistoso che temevo di essere accusata di plagio!
      Cabbages and rapanelli? Jamais, il tacco dodici non s’abbina ai concimi e al trattore preferisco la limo con autista, if you know what I mean…
      Merci, Marianne, spero di continuare a stimolare la tua curiosità:****

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