Metto Lana, ma anche Cindy viaggia veloce

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Is that alright
I drove all night
Crept in your room
Woke you from your sleep
To make love to you
Is that alright
I drove all night

Cindy Lauper

Miei adorati, avete mai guidato tutta notte per qualche ora d’amore? Raccontatemi le pazzie che avete fatto per pochi attimi di passione, di felicità, di pura estasi. Hai voglia la mimosa: mettiti in macchina oggi, 9 marzo, fatti duecento miglia e svegliami buttando sassolini contro la  mia finestra!

*****

Mi sono fatta amica la distanza: la notte riduce i chilometri in metri, oppure è il buio che rimpicciolisce l’orizzonte, facendomi saltare in macchina e correre verso il tuo ovunque.

Quando l’oscurità si fa fitta, il morso della tua assenza mi prosciuga sangue e saliva. Non ci sei, ma percepisco il tuo fiato sul collo, lungo la spina dorsale che si trasforma in autostrada con un solo casello: la tua stanza d’albergo.

Tu, lontano, sempre dall’altra parte del mio mondo di cristallo e io, alla finestra, a scrutare visi. La luce del giorno rallenta il battito della mia esistenza, illudendomi di saper tenere il tempo.

Ma lo scoccare della mezzanotte toglie il freno a mano del buonsenso.

Un impermeabile indossato sul mio desiderio, benzina. Unghie rosse piantate nel volante, denti piantati nella carne della bocca, impaziente di mappare il tuo corpo. Disperato conto alla rovescia.

E questa canzone.

44 pensieri su “Metto Lana, ma anche Cindy viaggia veloce

    1. Vuoi dire che non hai maimaimaimai fatto un gesto folle e impulsivo per l’ammore? Come cantavano i Matia Bazar: “… per un’ora d’amore non so cosa darei… la la la la la!”

  1. Per amore no, almeno non in auto. In auto li ho fatti per andare a scarpinare in montagna. Però ne ho fatti fare ben più di 200 a qualche mio fidanzato: quello di Roma, quello di Bolzano, quello di Firenze, quello di Cuneo, quello…boh vado a vedere nel dossier perché gli altri non li ricordo.

    1. Darling, far sgroppare i fidanzati è cosa buona e giusta, ma la pazzia non ragionata, lo scatto impulsivo che ti fa muovere il culo per rubare qualche ora in compagnia del batticuore del momento… ah, il palpito, il coccolone! Never never, mon amie?

  2. Presi un aereo diretto a Londra per vedere uno per quaranta minuti… L’incontro più atteso e bello di sempre.. Ho fatto il viaggio di ritorno felice ma piangevo dalla disperazione che non lo avrei visto per chissà quanto tempo ancora… E non l’ho più visto… Ma ne era valsa la pena… Avevo preso una mezza giornata di permesso a lavoro e a volte ancora ci penso 😀

    1. Ohhhhhhh, e qui cominciamo a ragionare, anzi, a sragionare! Questo, intendo! Quando ti vengono le ali ai piedi, te ne freghi delle conseguenze, delle spese rimborsate, del groppone alla gola quando si deve tornare alla realtà… impagabili momenti, n’est-ce-pas, mon tresor?
      P.s. : e lo sapevo che tu mi avresti cavalcato l’onda!

  3. Magari chilometri non tanti da impiegarci un’intera notte… ma si, fatti… fatti alle 23.30, dopo un messaggio: “Mi manchi stella del sud!”. E io ho abbandonato la mia serata perugina con le compagne d’ università e ho preso il primo treno per Firenze, in tempo per sciogliermi nel suo abbraccio e poi andare a vedere con lui l’alba da piazzale Michelangelo… ah, Fafì, mon cher… ero giovane e innamorata! Posso farti ascoltare una canzone (ammesso tu non la conosca già?)

    1. Questo, questo! Molli tutto, senza fare nessuna analisi di pro e contro, tanto, in quell’attimo, è tutto pro! E vai, gioisci, rapini tempo al tempo, e ti porti via la gioia di vivere. E non rimpiangerai mai la scelta che hai fatto di quell’attimo perfetto.
      Ma chére, la sedia a dondolo davanti al fuoco, a sospirar delle occasioni mancate la lasciamo vacante ancora per un petit peu:*

        1. Lieta le sia piaciuta, madame! P.s. Mi perdoni se l’ho chiamata con il vezzeggiativo del suo caro padre… l’intimità della confidenza mi ha fatto sfuggire di mano le buone maniere!

      1. Bien sur! Lasciamo pure che si impolveri mentre le nostre allegre gambe si godono la frenesia di impensabili – a mente lucida, of course – trasferte. Si, se penso sul serio di aver abbandonato quelle poverette al pub, senza nessun ritegno e immune da qualsiasi paura (non è che le stazioni e i treni in notturna siano troppo ben frequentati)… via!!! La divina Firenze… bello! Non me ne pento, mai pentita… anche se il soggetto in questione si è rivelato un vilain… ma,patience… non sono per i dottorini bravi e precisini, moi!

            1. I villains dovrebbero essere usa e getta, ma temo succeda il contrario… my two cents: imparare presto la lezione e cambiare raggio d’azione. Ma chi sono io pour parler?

  4. Trasferte notturne ne ho fatte e ne ho ricevute. Ma la più bella my dearest Mis, un 31 dicembre di molti anni fa, lasciai un party per attraversare la città e andare da Lui. Il traffico del 31 a Londra lo si può solo immaginare, scesi dal black cab bloccato, abito da sera e tacchi alti iniziai a correre con il
    Big Ben alle mie spalle che segnava i minuti…The day after i muscoli delle gambe frantumati dalla corsa sui tacchi a spillo, ma sticazzi, la notte più bella della mia vita

    1. E vedi perché sei la mia lovely Almost?
      Riesco a immaginarti, mentre ti destreggi sui tacchi, con il Big Ben che scocca l’avvicinarsi della mezzanotte…
      E chi se lo dimentica un capodanno così?:*

  5. Moi, pour amour, j’ai fait trop de choses folles … et en fait … maintenant je suis une vieille fille!

    Mais qui s’en fous, je me suis tellement amusé! Hahahahaha ….

  6. Ma lui se lo aspettava? No dico, altrimenti può essere imbarazzante. Per me poi particolarmente, dovrei trovare in quattro e quattr’otto un sostituto per l’architrave. Siete piene di passione e di inventiva, brave!

    1. Eddai, non c’è architrave che tenga quando parte il frisson, mon ami…
      Ci sarà stata, da qualche parte, una calva tettuta che ti ha fatto fare una follia!

  7. Mai fatto follie per amore… forse perchè quando avrei potuto farle, non era veramente amore, ed ora non è più tempo!

  8. Mi è venuto in mente “L’avventura di un automobilista”, racconto tratto da “Gli amori difficili” di Calvino:
    “Correre sull’autostrada è l’unico modo che ci resta, a me e a lei, per esprimere quello che abbiamo da dirci, ma non possiamo comunicarlo né riceverne comunicazione finché stiamo correndo.
    Certo mi sono messo al volante per arrivare da lei al più presto; ma più vado avanti più mi rendo conto che il momento dell’arrivo non è il vero fine della mia corsa. Il nostro incontro, con tutti i particolari inessenziali che la scena d’un incontro comporta, la minuta rete di sensazioni e significati e ricordi che mi si dispiegherebbe davanti – la stanza con il philodendron, la lampada d’opaline, gli orecchini -, e le cose che direi, alcune delle quali di sicuro sbagliate o equivocabili, e le cose che lei direbbe, in qualche misura certamente stonate o non quelle comunque che io m’aspetto, e tutto il rotolio di conseguenze imprevedibili che ogni gesto e ogni parola comporta, solleverebbero attorno alle cose che abbiamo da dirci, o meglio che vogliamo sentirci dire, una nuvola di brusio tale che la comunicazione già difficile al telefono risulterebbe ancora più disturbata, soffocata, sepolta come sotto una valanga di sabbia. È per questo che ho sentito il bisogno, anziché continuare a parlare, di trasformare le cose da dire in un cono di luce lanciato a centoquaranta all’ora, di trasformare me stesso in questo cono di luce che si muove sull’autostrada, perché è certo che un segnale così può essere ricevuto e compreso da lei senza perdersi nel disordine equivoco delle vibrazioni secondarie, così come io per ricevere e comprendere le cose che lei ha da dirmi vorrei che non fossero altro (anzi, vorrei che lei non fosse altro) che questo cono di luce che vedo avanzare sull’autostrada a una velocità (dico così, a occhio) di centodiecicentoventi.” ecc ecc

    1. Quelle merveille, ma petite!
      La bellezza di queste righe…
      Un viaggio veloce in auto che è anche un’attesa, un viversi la storia sulla strada più ancora che nel momento del reale. Nel gesto della corsa, c’è l’intensità del sentimento, un proponimento, una volontà d’amare perfetta, senza il rischio di una comunicazione disturbata, di parole sbagliate che ammaccherebbero la superfice liscia dell’incontro.
      Merci:*

  9. Io sono un nottambulo completo… e dire che adoro fare ste pazzie, è dire poco… un’anno fa mentre facevo qualche ora di treno, c’era una mia amica che veniva con un areo dalla più vicina delle due isole d’Italia, la Sardegna, dove era andata in una situazione strana, un parente stava male e dicevano che sarebbe morto a ore… Corsa in là, lei era lì da giorni ormai e non succedeva niente… essendo mezza maritata non ci potevamo sentire molto, ma in quei giorni ci sentivamo ogni minuto… Il quarto o quinto giorno ha preso un aereo fino a Milano, poi un treno fino a Torino, dove ci siamo incontrati e da lì siamo scappati a Savona…. La notte più bella della mia vita… per tutto, veramente… una follia! La mattina dopo mi hanno svegliato alle 6 causa sensi di colpa, si dormiva da un paio d’ore forse… e siamo tornati verso casa. Un concentrato di emozioni che non potrò mai scordare…
    Non c’è niente, e dico niente, che pareggi queste pazzie! Specie se sono fatte con persone con cui… non avreste potuto… per via di molti motivi! L’età, il vostro rapporto nella società ecc… spettacolo.
    .
    .Ciao Zia Fifì spero che tu stia bene! I Miss you so much!!! appena avrò un attimo (o poco più) mi leggerò le restanti puntate della Pantera Rosa… ero già alla terza mi pare… sono molto curioso! Un abbraccio!

  10. Finalmente nella villa…era da tempo che desideravo capitarci. Ho scelto il post piu’ amorevole per me 🙂 L’amore ti fa letteralmente superare ogni ostacolo. Ti permette di fronteggiare il dolore e la malattia. Ti aiuta a colmare distanze altrimenti inaccessibili. Lasciare porti sicuri per quell’attimo di pazzia che talvolta…dura tutta una vita…

    1. Ben, darling, sono molto felice di ospitarti in villa: James ha pronti tea and scones per qualsiasi volta tu voglia passare!
      L’amore è la spinta, la benzina, il cibo della nostra esistenza… che sia un attimo di pazzia, che sia tutta una vita, ci permette di carburare, sognare, dare il meglio (e anche il peggio) di noi.

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