Foglia che scivola lieve tra fessure (parte terza)

Non muoverti. Non muovere un muscolo. Se ti muovi, ti uccido. Se usi il Nen, ti uccido. Se gridi, ti uccido. Se hai capito, allora chiudi piano gli occhi. Ti mostrerò cosa succede a non mantenere la propria parola. Ora guarda il mio riflesso allo specchio e ascoltami. Né io né i miei amici dobbiamo rivedere la tua orrenda faccia. E che questa sia una promessa.”

 – Killua: Hunter x hunter –

Miei fedelissimi, se non fosse stato per le conoscenze di Kurosaki-san, non saremmo mai riusciti a districarci attraverso le contorte vie sotterranee di Kyoto che ci permisero di giungere all’interno della fortezza Masamune senza passare dal via (nella fattispecie: la gigantesca muraglia intorno alla casa e il portone mastodontico tipo gioco di ruolo con indovinello).

La famiglia Masamune non amava tenere un profilo basso: l’enorme costruzione dai tratti sinistri ma solidi, immersa in una fitta boscaglia e protetta dal muro di cinta, suggeriva senza mezzi termini che i suoi abitanti pescavano nel torbido e non temevano interventi esterni mirati a interferire nei loro affari. Qualcuno aveva tentato di mettere i bastoni tra le ruote, ma era stato ritrovato altrove in guisa di salma.

Mentre ci muoviamo tra le reti fognarie della città, chiediamo qualche delucidazione sulla famiglia dei gemelli. Sousoke è ormai a suo agio in nostra presenza e ci racconta: “Masamune Ren è il fratello di nostro padre, che ha fatto uccidere per derubarci della pergamena contenente la tecnica segreta della foglia. I Masamune si sono divisi in due quando la famiglia di Ren ha abbandonato il credo dei ninja per abbracciare la criminalità. La tecnica segreta è stata affidata a mio padre, uomo retto e meritevole, ma zio Ren, desideroso di apprendere la tecnica per usarla a suo uso e consumo, non ha esitato a eliminare sia lui che nostra madre. Se noi ci siamo salvati, è solo merito della foglia leggera, che ci ha permesso di sgusciare senza essere visti e fuggire.”

Gli occhi di Sousoke brillano nel buio quando conclude il racconto: “Noi gemelli abbiamo un solo obiettivo: riprenderci ciò che ci appartiene e vendicarci di Masamune Ren, anche a costo della nostra vita!”

Kurosaki-san ci impedisce di indugiare nel gomitolo di emozioni srotolato dalla voce del piccolo orfano: “Siamo arrivati alla fine del nostro percorso. Ci troviamo esattamente sotto l’abitazione dei Masamune. Questa grata ci condurrà nel seminterrato.”

I gemelli si piazzano davanti alla grata con un’espressione decisa e Sousoke ci intima di non fare un altro passo: “Voi resterete qui di guardia. Al resto pensiamo noi.”

Con la leggiadra destrezza di un vero maggiordomo, James si accosta ai gemelli e li solleva di peso, imprigionandoli nell’incavo delle sue braccia. Io metto un dito davanti alla bocca e silenzio le evenutali rimostranze: “Kurosaki-san resta di guardia. James e io non sapremo usare la tecnica della foglia, ma siamo piuttosto bravini a gestire una rapina.”

“Avevate promesso…” Ryunosuke mette il broncio, mostrando per la prima volta la sua età acerba.

“Sono certo che vi saremo d’aiuto. Parola di maggiordomo!” Sussurra James con un sorriso materno. In quell’istante, compresi che James sarebbe diventato una meravigliosa mamma chioccia.

“Muoviamoci!” Taglio corto io, e rimuovo la grata.

Diamo le ultime disposizioni a Kurosaki e ci avventuriamo verso l’obiettivo, strisciando attraverso l’ultimo tratto di sotterraneo e sbucando nelle buie cantine della casa.

Smettiamo di parlare e continuiamo a comunicare attraverso gesti stabiliti durante l’elaborazione del piano. I gemelli si muovono sicuri verso la scala che ci permetterà di salire al secondo piano. E’ notte fonda e tutto è silenzio.

“Sono sicuro che la pergamena si trova nell’ufficio dello zio. La porta è in fondo al corridoio.” Sousoke striscia lungo le pareti e imbocca il lungo corridoio illuminato dalla tenue luce delle nostre torce elettriche.

Mancano ancora diversi metri prima di arrivare alla porta dell’ufficio, ma il cono di luce inquadra un’immagine che promette di mettere alla prova le nostre abilità. Davanti all’uscio a due battenti, un piccolo divano ostruisce l’entrata. Quancuno è seduto sul divano.

Ci incolliamo alla parete e ci immobilizziamo, ma una vocina stridula ci accoglie festante: “Vi stavo aspettando, miei cari nipoti. Vedo che avete portato degli ospiti!”

“Zio…” Mormorano i gemelli all’unisono, mentre James et moi ci scambiamo un’occhiata d’intesa. Spegniamo le torce, e il corridoio cade nell’oscurità.

– Continua –

Vi assicuro che questi giapponesi sanno il fatto loro in fatto d’intimidazione. Non vedo l’ora di raccontarvi il seguito!

 

 

15 pensieri su “Foglia che scivola lieve tra fessure (parte terza)

  1. I gemelli li ricordavo più pesanti, avrò sbagliato gemelli? Da fondi attendibili ho saputo che James ha richiesto di poter adottare tutta la squadra dei pulcini del Battipaglia, il tribunale dei minori dara’ un responso a breve: le leggi in merito sono ancora arretrate, ma ci sono buone speranze. Attendo con ansia la prossima puntata, sul divano tutto può succedere…

    1. Allora i gemelli erano gracilini, ma James riesce a sollevarli anche adesso, grazie all’allenamento con le pulizie di pasqua: la magione non è roba per dilettanti!
      Guarda, mi ha fatto una testa con i pulcini, ma poi ho pensato che potrebbero esercitarsi con i pigmei. Sarà un problema con gli spostamenti, ma volere è potere, n’est-ce pas?
      Per quanto riguarda la trama, ti dico soltanto che i giapponesi non scherzano e qui si rischia la vita… spero soltanto di non rovinare il trucco.

    1. James si è calato fin troppo nella parte. Quando sgrida i gemelli perché lasciano in giro le katane gli dice: “Io vi ho fatto e io vi disfo!”. Non so dove ha imparato questa espressione, forse dalla calva tettuta… devo chiedere a Giò.

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