Se ho perso l’estro

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Miei pochissimi cari, se ho perso l’estro ci sarà un pourquoi, ma, giuro, fatico a trovarlo! Analizzo il mio quotidiano, la mia raison d’etre, ma non trovo una causa conclamata a cui possa imputare la mia assenza di essenza (creativa). Niente, nada de nada, rien de rien.

Starò invecchiando. Mangio troppi Saikebon. Sarà l’inverno. Guardo troppi drama cinesi dove alla fine tutti muoiono. Eppure tutti dobbiamo morire. Non esiste l’immortalità di gregge (fatevene una ragione).  Ho un brutto carattere. Non so scrivere. Non ho niente da dire. Non mi piace il mio nuovo taglio di capelli. 

Molti dicono: sono così STRESSATO! Forse è lo stresssssss. Ma diamine, che motivo ho per averci lo stress? Mi interrogo alle due di notte, ma non trovo risposte. La vita mi sorride, ma io mi giro dall’altra parte. L’importante è la salute. La joie de vivre. Lo stupore di bimbo. I gattini. I gattini.

L’uomo è buono dentro. Laggiù, in fondo al tunnel. Dove è più tenero. Fuori, l’uomo è una testa di cazzo. Forse è questo. Eppure no, sarà testa di cazzo ma ama i gattini. E i gretini. E gli unicorni e gli arcobaleni. Quindi non è che non è buono, è solo un po’ idiota.

Scusate, divago. Stream of consciousness. Nel senso di pensacchiare ad cazzum et ruotam liberam. La ruota è libera, è la ruota della fortuna, ma non pensiamo che sia un liberi tutti, perdio! 

Un dubbio mi assale, ma senza violenza. Più una carezza, o una pestatina di piedi senza premeditazione. Sono influenzata? Il mio bosco interiore è sconquassato da un tornado? Sono stata nella corrente e ho preso la variante? Sta accadendo qualcosa fuori che contagia il mio tutto dentro? Lo spoglia, lo depaupera, lo cristallizza e persino fossilizza? 

Non so, non capisco. Non ho la tivvù, forse è perciò che non so. 

Scusate, mi rifugio nel mio bosco. Solo io posso accedervi. No, niente pass. Il bosco permette solo a me di entrare. E non ho neppure una dose.

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E ora, per la gioia di grandi e piccini, inauguro una nuova rubrica dal titolo: TESTI MESTI! Scelgo un testo di canzone e lo aggiorno. Oggi si fa così, si sovrascrive. E quello che era, si dimentica. Ma qui non si dimentica nulla, perciò aggiungo il video originale.

TESTI MESTI: NON SCRIVO PIU’. 

Non scrivo più me ne vado. Non scrivo più davvero.
La vita è ormai disfatta io vado in un ritrovo
e lascio tutto il gregge dietro me.
Non scrivo più me ne vado. Non scrivo più davvero.
La faccia di cemento tu parli e non ti sento
io spengo e chi non spegne guarda me…rd.
Non scrivo più lascia stare, non scrivo più ti assicuro.
Se ti faccio male poi avrai il tuo pass
tanto il mondo come prima senza voglia girerà.
Non scrivo più me ne vado. Non scrivo più ma davvero.

Non credere ai capricci di un decreto che col drago se ne va.
Non scrivo più… Non scrivo più… Non scrivo più…

 

11 pensieri su “Se ho perso l’estro

  1. Questo testo gronda mestizia, come è giusto che sia. L’estro non è sparito ma attende solo che la app certifichi il nulla osta, il via libera, il se po’ fa’. È in vigile attesa, diciamo.

      1. La depressione mi attanaglia. Passo da momenti di iper attivismo (carpe Diem!) a momenti in cui mi strascino sulle babbucce, che James mi ha ingiunto di buttare nell’indifferenziato ma io non mi risolvo. Mentre lavoro penso al resto, e mentre resto penso al lavoro. La storia langue, io languo, e dimentico persino i pin. Dimentico le chiavi ma le ho in tasca. Sto arrivando finalmente ad essere grave, ma non so se esserne contento. Tutto mi annoia, mi mancano i colleghi e gli amici, anche quelli virtuali. Che palle, insomma! Per fortuna in cantina ho parecchio prosecco (ancora). Ritrova l’estro, ti prego!

        1. Potresti fare un corso di babbucce, oppure inventare la corsa con babbucce oppure tutti e due. Il mondo ti e ci offre così tante opportunità! Vado a cercare il mio estro, non può essere andato lontano senza pazz.

          1. Sono ormai un esperto di babbucce, sto pensando di aprire una rubrica sull’argomento, sono sicuro di poter fornire un servizio molto utile per tutti quelli che cercano di abbinare, nel lavoro coatto da casa pardon Smart working, fashion e comodità delle estremità inferiori.

            1. La rubrica sulle babbucce mi sta già prendendo e James ha già in serbo alcuni preziosi consigli per portarla sul web e renderla virale senza bisogno di booster! Svecchiare la babbuccia, renderla fashion, attiva, sul pezzo. Linea onexseven: come le mutande, una babbuccia al giorno, sempre diversa, toglie la pigrizia di torno. Linea moody: cambio di colore a seconda dell’umore. Linea devil: la babbuccia con l’oblò, contenente sangue umano. Se vuoi essere molto trendy, il sangue può essere sivax o novax. Mi propongo come addetta al marketing e James come consulente.

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