T’attacchi

SCRITTO DA STUDENTI GENIALI

“Università di Verona contro il green pass”.

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Nel mezzo del cammin di dosi a vita,
mi ritrovai nel culo una matita
Ed il braccio che era ormai una calamita.

Non feci in tempo a fare un passo,
Che mi ci ritrovai anche il compasso
Ed a quel punto non mi restava che il trapasso.

Allettato in attesa di mia morte,
Scorsi l’ombra tetra di Caronte
Venirmi incontro per traghettarmi ad altra sorte.

Mentre l’ultimo respiro mi accingevo ad esalare,
Ecco famelico il Cerbero ringhiare
Che voleva il green lasciapassare

Ahi pentirommi, sciagur che più mi lede
Tal sbadato fui e non ci si crede
A lasciar lo cellulare in altra sede

Da cadaverico viso mio a paonazzo
Traghettar gli chiesi in altro andazzo
Ma lo Caronte pronunziò “T’attacchi ar cazzo”

Da codesto giorno io vago in mascherina
Nel limbo dei non vivi, più morto anche di prima
E per darmi sollazzo tracanno l’amuchina

Oh folli non compite tal sciagurata azione
Nel recarvi per ricevere iniezione
Rimembratevi sempre la verde certificazione.

12 pensieri su “T’attacchi

        1. Viva la goliardia, il sarcasmo, il coraggio di difendere i principi che ci rendono individui liberi e pensanti, non squallide amebe a cui interessa solo il proprio squallido status quo.

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