Alibi perfetto

Sapete, Jonathan era un uomo puro, nonostante scassinasse cassaforti per mestiere. Dovetti fare io la prima mossa con lui, poiché l’irlandese con guanto di velluto era restio a proporsi come fiancé di una giovane ladra d’alto lignaggio. Lo conquistai con una lettera d’amore, durante un nostro lavoretto nell’antica terra della libertà.

Questa lettera. Perché così amano i ladri.

Tentami, gratta e vinci le mie paure, sarò la tua dea bendata. Ritagliati  spazio lungo il tratteggio, e riceverai una risposta scontata: sì.

Puntami, e disorienterò il tuo sesto senso mischiando le carte in tavola. Io ho la mano vincente, tu hai quella che ti tocca.

Accomodati sul tappeto e toglimi terreno sotto i piedi. Ti farò male: vedrai  stelle sul soffitto.

Zittiscimi con la tua bellezza mozzafiato, amami da morire.

Dammi tempo: fammi spostare le lancette sull’ora illegale, e io giurerò davanti alla Corte che ero con te, nascosta tra le due e le tre.