Due cuori e una capanna

Splendori, la vostra vedova preferita s’accinge a concludere l’esaustivo tutorial che vi permetterà di bypassare il matrimonio con la stessa tecnica di Neo che evita le pallottole in Matrix, avendo come scopo precipuo quello di rendervi zitelle, felici e contente, per sempre, come nelle fiabe per piccini.

Dunque, mie romantiche bellezze, perché questo impulso insano di sposarsi? Non stiamo parlando di scegliere come travestirsi per carnevale, ma di pianificare il futuro, l’intera vita a venire, tra quattro mura, con un uomo. Uno solo. Sempre quello. Tutti i santi giorni che Dio mette in terra.

Due cuori e una capanna.

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Grace Kelly per un giorno

Zitellissime adorate, non crediate che io abbia dismesso il mio infallibile tutorial che vi permetterà, attraverso un percorso in tre tappe, di rinunciare a malsani progetti di matrimonio e di tornare a camminare a testa alta, in mezzo alla folla di mogli e mariti infelici, fiere e consapevoli della vostra zitellaggine.

Ogni mattina, vi sveglierete dopo un sonno ristoratore, svaccate nel vostro sontuoso lettone a due piazze, oppure stanche ma felici dopo una notte d’ammmore, ed intonerete con garrula levità il seguente slogan: sposalizio me ne infischio!

Senza indugio, vado di scalpello contro l’insormontabile scoglio, sogno e desiderio tatuato nel DNA di ogni fanciulla degna di questo nome: Grace Kelly per un giorno.

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E’ l’uomo per me, fatto apposta per me

Qui la prima parte.

Proseguo spedita con il mio tutorial per assistere le sventurate che, non possedendo il cromosoma dell’allegra vedovanza nel loro bagaglio genetico, si gettano bendate nell’abisso horror del matrimonio, aiutandole dolcemente a debellare quelle che sono semplici convinzioni indotte, e giungere all’unico credo che permetterà loro di perseguire l’agognata felicità: sposalizio me ne infischio!

Cominciamo dal primo punto, ostico ma fondamentale.

E’ l’uomo per me, fatto apposta per me…ma ciò che amo in lui è il ragazzo che nasconde in sé… cantava Mina.
He walks like a man and he talks like a man…but it’s the little boy
It’s the little boy in him I love…cantava, nella versione originale, Jody Miller.

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Aiuto, Mrs. White!

Ovunque, donne piangenti lamentano la difficoltà di trovare il principe azzurro, l’essere luminoso e splendente che rapirà il loro cuore e che tosto le impalmerà.

Nella mia qualità di vedova convinta (pur serbando tante, care memorie del trapassato), vorrei andare controcorrente e farmi promotrice di una filosofia impopolare, forse, ma più adeguata e piacevole al fine del perseguimento della felicità e della pace interiore: dagli amici mi guardi Iddio che dai mariti mi guardo io.

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Dopo le esequie

Miei diletti, qualora vi trovaste in cotale condizione amena, ecco a voi un breve prontuario per affrontare la vedovanza con grazia ed eleganza.

Dopo un ragionevole periodo di reclusione, durante il quale cercherete di farvi forza contando sull’aiuto dei vostri cari e del vostro commercialista (quest’ultimo andrà a rendervi noto l’esatto ammontare del patrimonio che la buonanima vi avrà lasciato), siete pronti a gettarvi di nuovo nella folle mischia che è la vita.

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Nemesi

Miei cari, mi concedete un bonus di turpiloquio senza giudicare questa povera vedova che ambisce soltanto al carpe diem e al sollazzo più innocente?

No? Sticazzi, quando ci vuole ci vuole!

Mi trovo a un simpatico rendez-vous con due care amiche, vedove come me, conosciute tra i cipressi del cimitero dove marcis…riposa la buon’anima di mr. White. Anch’esse, come moi, affrante dal dolore della perdita. Unite nella sofferenza, abbiamo deciso di alleviare i rispettivi fardelli sedute a un tavolo al tramonto, bevendo Cartizze e confrontandoci sull’imminente futuro senza mariti.

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Se morisse mio marito 2

L’amour, l’amour, toujours l’amour!

Miei cari, dovete sapere che Mr. White era solito intraprendere qualsiasi azione con primordiale passione, sia in ambito lavorativo sia nell’intimità dell’alcova. I miei primi mesi di matrimonio furono come una sniffata di coca purissima: estasi e adrenalina, in un susseguirsi di lune, miele e luci rosse. Ero stordita, in vacanza perenne, vestita di doni con molti zeri e attenzioni con pochi veli. Cambiavamo fuso orario con la frequenza con cui i comuni mortali cambiano idea.

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Il ritratto di Mrs. White

La veletta nasconde il guizzo ironico di un mio sguardo in tralice, il principio di sorriso che la stoltaggine mi suscita (o l’inizio di sbadiglio), l’arricciatina di naso provocata da chi finge di metterci la faccia.

Protegge, altresì, la trasparenza della mia curiosità notturna, quando solo i vivi sono svegli, ad arraffare attimi. E custodisce un battito di ciglia repentino, in sincronia con il pulsare improvviso di una voce affine, nello spigolo di un’ombra, violento quanto la scarica  del defibrillatore sopra un petto esanime.

Sono viva. E sono quella che sono.

Sono quella che sono
Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che m’ama
Non è colpa mia
Se non e sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me
Son fatta per piacere
Non c’e niente da fare
Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa
Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s’amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare…
Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi

Se morisse mio marito

Siamo sicuri che tutti gli uomini vengano da Marte? Ho la certezza che Mr. White provenisse dalle profondità più cupe degli inferi! Home sweet home, soleva dire. E io pensai fosse un gesto di grande umanità, da parte mia, facilitare il suo ritorno a casa.

Eppure, ci fu un tempo in cui ero pazza di lui…

Conobbi Mr. White sul ciglio di un orrido sabbioso venato di verde e di giallo, tra le crepe silenti e maestose del Grand Canyon.  Stavamo entrambi scappando: io fuggivo dal tedio della gita e della vita organizzata, delle levataccie che rovinano la pelle e dei percorsi decisi da altri che rovinano la sorpresa e tolgono il gusto del rischio; lui, da un brutto ceffo che gli aveva giurato vendetta (e non a torto, ahimé! Credo fosse una questione di bottini spartiti con precisione non propriamente matematica).

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Mrs. White s’annoia

Che fò mentre attendo che la mia coiffeuse di fiducia si occupi della mia messa in piega? Mi dedico alla lettura di un articolo su salute e bellezza, naturalmente!

Sintetizzo il titolo del buon, caro, inossidabile Cosmo:

Pelle luminosa e senza occhiaie come le star? Leggiamo insieme le meravigliose proprietà delle bacche e radici di cui si nutrono, tutti alimenti facilmente reperibili presso la Coop sotto casa tua!

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