Foglia che scivola lieve tra fessure (parte quarta)

 

«Anastasija, non essere così dura con la povera Mikako. E’ disturbata, poverina»
«Disturbata, dici, disturbata? Quella è matta da legare, altro che disturbata! Se avessi lasciato fare a me, a quest’ora non sarebbe ancora in giro a far danni, e non ci troveremmo in queste condizioni!»

– Una birra per Olena – L’uomo che voleva essere grave (Giò, ho preso in prestito Mikako, spero non ti dispiaccia!)

Miei adorati, mi sono trovata più di una volta in situazioni ad alto tasso adrenalitico, ma devo confessare che, in presenza di Masamune Ren e della sua aura densa e minacciosa, ho sperimentato il puro terrore: nonostante la corporatura minuta e l’età avanzata, lo zio dei gemelli emana una forza immensa, che mi costringe a sentirmi come ghermita e stritolata in una morsa che mi immobilizza contro la parete. Neanche la Queen possiede un simile potere persuasivo!

Al mio fianco, James si trova nella medesima condizione; riusciamo a sfiorarci la spalla, e il contatto è sufficiente a riprendere il controllo del corpo e della mente. Davanti a noi, i gemelli sono due guerrieri inesorabili, pronti a colpire. Provo un moto d’orgoglio, quasi fossero miei figli. James è ancora più compiaciuto e non riesce a trattenere un sorriso sornione.

Masamune resta seduto sul divano rosso e lancia un’occhiata sprezzante verso di noi: “Vi siete abbassati a chiedere l’aiuto di due stranieri… che vergogna!” La sua voce è una cantilena insolente, volta a indebolire le nostre difese. Non abbiamo bisogno di traduzioni per comprendere il messaggio.

Solleva le braccia in un gesto lento ed elegante, come un direttore d’orchestra che si prepara a dirigere l’attacco di una sinfonia letale. Le braccia si aprono e lanciano con forza una potente onda d’urto che ci raggiunge fin quasi a farci perdere l’equilibrio, mentre i gemelli eseguono una sequenza velocissima di movimenti con le dita che annulla l’invisibile ma devastante offensiva.

Il vecchio sghignazza: “Allora il mio defunto fratello non era un completo fallimento: vedo che vi ha insegnato l’arte del ninjutsu ninja!”

“State bene?” Ci domanda Sousoke senza voltarsi.

“Sì.” rispondo, e mi guardo attorno alla ricerca di una via di fuga. Smetto di respirare: in fondo alle scale, una giovane donna in kimono e con una lanterna accesa in mano ci fissa inespressiva.

Con James ci prepariamo a reagire, ma la donna sorride e si mette l’indice davanti alla bocca; con un cenno del capo, ci invita a raggiungerla. Getto un’occhiata ai gemelli: sono impegnati in una lotta estenuante e serrata con lo zio, a base di misteriose tecniche ninja.

Approfittiamo della situazione e scendiamo le scale, determinati a usare le nostre tecniche di combattimento qualora venissimo attaccati. Con nostra sorpresa, la giovane mormora qualcosa in un inglese stentato ma comprensibile: “Sono Mikako, la cugina dei gemelli. Seguitemi, e avrete salva la vita.”

Con il suo kimono a fiori scarlatti, la frangetta nera e la pelle candida, Mikako sembrerebbe una kokeshi, la tipica bambola portafortuna di legno, se non fosse per lo sguardo fisso, a tratti febbrile, che mi spinge a non abbassare la guardia. Con piccoli passi felpati, ci conduce in una vasta sala dalle pareti occupate da librerie alte sino al soffitto.  Si avvicina ad una scansia, estrae un libro e un impercettibile scatto muove un’intera scaffalatura, rivelando un passaggio segreto.

Mikako ci regala occhi spiritati, e il sangue mi si gela nelle vene: avete presente i film horror giapponesi? In quel momento, comprendo perché, dopo aver visto The ring, sono stata sveglia tutta la notte. Gosh, quel pozzo!

“Detesto Masamune Ren, mio padre”, ci confida, e il suo viso è di nuovo senza espressione: “Ha ucciso Kaori-san, la mamma dei gemelli, che suonava il koto in modo sopraffino.”

Tiro un sospiro di sollievo, e James si lascia prendere dall’empatia: “Sarà stato terribile anche per lei, Mikako-chan…”

Gli occhi della giovane si rimpiccioliscono come capocchie di spilli e la voce diventa un perfido sibilo: “Sono io l’unica artista della famiglia! E sono io l’unica che doveva uccidere Kaori-san!”

James e io ci scambiamo un’occhiata che vale mille imprecazioni, ma manteniamo il nostro british aplomb. Sto valutando se eliminare la musicista folle con un colpo di karate sulla nuca, ma Mikako ferma sul nascere le mie elucubrazioni. La voce è di nuovo asettica, l’espressione svanita in un soffio di petali di ciliegio: “Lì dentro c’è una cassaforte inespugnabile, e contiene la pergamena dei gemelli.”

Ci fa un inchino e, con la mano, ci invita a entrare: “So chi siete e conosco le vostre imprese. Prendete la pergamena: non esiste vendetta migliore contro mio padre. Cercate di non deludermi.”

Sorrido con furbizia e mi infilo nel passaggio segreto. James ricambia l’inchino e mi segue.

Finalmente si va in scena.

Ci vediamo per il gran finale!