Foglia che scivola lieve tra fessure (parte prima)

[ … ] i gemelli erano le due metà di un solo cuore e di un solo cervello, plasmati l’una dall’altro e depositari dell’unica chiave che apriva la porta della loro fiducia.

 – Un mese per dire addio – Mrs. White

Voi sapete, miei amatissimi, che i gemelli giapponesi vivono nella mia mansion fin dalla loro infanzia. Trascorrono gran parte del loro tempo ad allenarsi nel dojo che ho fatto costruire apposta per loro, e sono capaci di inenarrabili nefandezze. Con loro, è stato amore a prima vista.

Volete sapere la storia del nostro incontro? Voilà!

Mi trovavo nei dintorni di Kyoto insieme a James, in fuga dopo un colpo ben assestato nella lussuosa machiya*  di un collezionista di tazze kintsugi** appartenenti allo shogun Ashikaga Yoshimasa; nascosti tra i canneti per proteggersi dalle piogge monsoniche, c’erano due dodicenni identici che si tenevano per mano in silenzio, il viso splendido e inespressivo come bambole di porcellana.

“大丈夫 Daijobu (state bene)?” domanda James nel suo tipico giapponese dall’ inflessione oxfordiana.

I piccoli si stringono la mano con più forza e ci lanciano un’occhiata torva, pronti a reagire al nostro minimo segno di ostilità. James cerca nelle tasche ed estrae un tramezzino con i cetriolini (un buon maggiordomo porta sempre con sé il nécessaire da viaggio per il tea) che porge ai gemelli. Il più coraggioso strappa di mano il tramezzino, lo divide con il fratello e addenta la sua parte con voracità, senza smettere di fissarci.

“Okaa-san (la mamma)?”

A questa domanda, uno dei gemelli si morde il labbro fino a farlo sanguinare; l’altro,  ci racconta. Parla a voce bassa, appena un mormorio, e noi capiamo l’essenziale: genitori uccisi dai ladri, figli scappati. Mossi dal codice morale del rapinatore, non ci pensiamo due volte e prendiamo i bambini con noi.

Il nostro contatto in Giappone si chiama Kurosaki Ichigo e ha un dono: riesce a trovare il tragitto segreto, seguendo i labirinti della rete sotterranea di Kyoto, e penetrare nei luoghi che custodiscono gli agognati bottini; James et moi ci occupiamo dei sistemi di sicurezza e delle cassaforti. Gli facciamo una telefonata per aiutarci a dialogare con i gemelli e l’uomo, più sensibile del Telefono Azzurro, accetta di farci da traduttore.

Ci viene rivelata una storia incredibile: i genitori dei due dodicenni sono stati uccisi per ordine dello zio paterno. Il motivo? Rubare i rotoli scritti, tramandati da generazioni, che illustrano il  segreto della foglia che scivola lieve tra fessure, tecnica formidabile che permette di insinuarsi attraverso i più piccoli pertugi con la leggerezza di una foglia d’acero a tridente.

Scopriamo così che i gemelli appartengono all’antica famiglia Masamune, un tempo ninja valorosi, ora, ladri spietati e assassini a pagamento, la cui destrezza è pari soltanto alla loro crudeltà.

Zio Masamune and family

To be continued.

*Machiya: antiche case di legno di Kyoto

** Kintsugi: l’arte di aggiustare le ceramiche inserendo oro nelle crepe