Se morisse mio marito 1 (again)

Miei superlativi lettori, poiché molti di voi mi seguono da quando sono ritornata su questi lidi dopo circa un anno e mezzo di silenzio, ho deciso di pubblicare di nuovo il mio manifesto, l’histoire de ma vie o meglio, una parte importante, quella che mi ha resa ladra gentilvedova. Finalmente saprete perché l’assassino è il maggiordomo, ma solo se è davvero fidato!

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Siamo sicuri che tutti gli uomini vengano da Marte? Ho la certezza che Mr. White provenisse dalle profondità più cupe degli inferi! Home sweet home, soleva dire. E io pensai fosse un gesto di grande umanità, da parte mia, facilitare il suo ritorno a casa.

Eppure, ci fu un tempo in cui ero pazza di lui…

Conobbi Mr. White sul ciglio di un orrido sabbioso venato di verde e di giallo, tra le crepe silenti e maestose del Grand Canyon.  Stavamo entrambi scappando: io fuggivo dal tedio della gita e della vita organizzata, delle levataccie che rovinano la pelle e dei percorsi decisi da altri che rovinano la sorpresa e tolgono il gusto del rischio; lui, da un brutto ceffo che gli aveva giurato vendetta (e non a torto, ahimé! Credo fosse una questione di bottini spartiti con precisione non propriamente matematica).

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