Il mistero del treno azzurro

Che cosa può mai accadere se il biglietto di treno in prima classe, prenotato on-line e debitamente stampato su foglio formato A4, corrisponde ad un posto che non c’è? Io ho il posto 2b e mamma il 2c. Soltanto che il 2c non esiste!

Mamma si sistema un inesistente ricciolo scomposto e, dall’alto della sua aristocratica statura, mi lancia un’occhiata interrogativa e sprezzante, pregna della convinzione che sia mia la colpa dello spiacevole disguido. Io non abbasso gli occhi, e contraccambio con una gelida saetta. Attendiamo che arrivi il controllore (donna, giovane, con coda di cavallo bionda e vocetta leziosa), ed ella ci tranquillizza: “Non preoccupatevi: stanno cambiando le numerazioni; potete occupare il posto 2d!”

Indico la poltrona a mamma, la equipaggio di rivista Cosmopolitan, bottiglietta d’acqua Evian e foulard griffatissimo di chiffon  per proteggere la gola dall’aria condizionata. Infine, vado alla ricerca della toilette.

Torno dopo cinque minuti. Mamma non c’è.  Attendo un quarto d’ora, vado a esplorare la carrozza-ristorante, vago, con apprensione in aumento, lungo il corridoio, verificando ogni postazione.

Domando allo sparuto passeggero del 4b: “Scusi, ha visto passare la signora che era con me?”.

Il passeggero, un quarantenne dal capello folto e pizzetto, con le mani curate e le unghie perfette, alza gli occhialetti rettangolari dal quotidiano di finanza e risponde, sorpreso: “Signora? Quale signora? Non c’era nessuna signora con lei!”

Come il posto 2c, mia mamma non esiste più.

Vado a sedermi nella mia poltrona e, mentre sfoglio il Cosmopolitan di mammà, non riesco a trattenere una lacrima.

E un sorrisetto.

Nota della vedova: questo racconto è puro parto della mia fervida e vendicativa immaginazione. Quel giorno, maman mi aveva fatto indispettire, perciò…

8 pensieri su “Il mistero del treno azzurro

  1. Missis tu mi lasci sempre a bocca aperta, lunedì sera ho detto a mio marito:”con l’età mi sto rammollendo, devo fare qualcosa che sia davvero cattivissima!” ahhaha proprio sorelle 🙂

  2. Ahahhaha guarda che se a natale vedo un orfano che piange per la strada, gli tiro un pugno, per ricordargli che forse non si sta poi così tanto male ad essere orfani… soprattutto a natale 🙂

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