Lago

Lanciò un’occhiata a Leo, seduto sul sedile posteriore di fianco a lei: guardava dal finestrino e si accarezzava il mento, e intanto registrava i repentini cambiamenti del lago, curva dopo curva, il suo avvicinarsi fino quasi a leccare la strada per poi indietreggiare e rizzare il pelo, come un gatto selvatico che vuole far credere di essere stato addomesticato.

– Mi cito addosso –

Ma voi avete mai osservato il lago?

Non parlo dei quieti laghetti di forme ridotte, pozze trasparenti e mansuete dalle superfici levigate che circoscrivi con sguardo sereno. Mi riferisco alle acque immense incassate tra i monti come inaccessibili scrigni, portatrici di misteri sospesi.

Il  lago ha rive ridenti che sembrano invitarti a fare amicizia ma che ti graffiano il palmo se ti avvicini con troppa arroganza; se ti avventuri tra gli inospitali canneti, scopri distese silenti coperte di bruma, a celarne la voce straniera.

Ci si specchiano ombre dei picchi di nevi perenni, perché l’estate è un battito d’ali di gabbianella, mentre il tempo più lungo si snoda tra nebbie e gelate, con raffiche fredde che chiudono porte e serrande.

Neri pontili s’allungano e scricchiolano verso le prime profondità. Il fondo è laggiù, dove nuotano mostri e fantasmi tra ciottoli viscidi vestiti di muschio.

Ci sono sirene di lago?

C’erano, forse, e io ero una di loro. E adesso, bramo la brusca carezza di casa, anche se le sue stanze son luci nostalgiche che posso rubare solo se accosto la fronte sui vetri.

Miei fedelissimi, oggi mi son svegliata con un sospiro di tenera malinconia, come le donne dell’ottocento con la cuffietta di pizzo e il fazzoletto con le iniziali tra le manine candide.

Ci sono sirene di lago? E se io ero una di loro, avevo la veletta? Detesto il color muschio: stride con il mio incarnato!

 

28 pensieri su “Lago

    1. Almost, darling, felice di piacerti, always.
      Oh, la veletta d’alga m’intriga e mi acchiappa.
      E ora capisco la storia della Sirenetta: diventa umana per ammmore. Di un tacco dodici.

  1. Buongiorno MissisWhite,
    ti trovo in gran spolvero, in effetti i laghi rappresentano da sempre, nell’immaginario, misteri, favole e diaboliche vicende, non a caso credo sia uno degli elementi della natura distante anni luce dalla poesia, salvo rare eccezioni.
    Il lago è proprio il posto in cui dovrebbero albergare le sirene, i fiumi non danno stabilità e i mari sono troppo dispersivi, poi, come giustamente scrivi, sono protetti, spesso da sponde inaccessibili.
    Tu sirena del lago? perché no?

    1. Ho visto spesso il lago in autunno e in inverno, lontano dal turismo screanzato che lo trasfigura e lo maschera da pagliaccio triste.
      Mi sussurra racconti arcani e si lascia guardare nella sua nudità.

  2. Vorresti proporti come sirena del lago? Non lo vedrei male, sarebbe un’unica specie. Rara no. Non fa per te.

  3. Esistono eccome le sirene di lago…ma non hanno la parte verde sotto…sono blu intenso come i puffi….il problema del lago è che a me porta malinconia cosa che il mare non mi fa😊

  4. Un pezzo molto bello, a cominciare da Leo; i laghi (quelli veri, dici bene…) hanno davvero un fascino particolare, specialmente d’autunno quando la morsa del turismo di massa si allenta un po’, i colori della vegetazione cambiano, si fanno caldi… i borghi ed i paesini permettono di scoprire angoli inconsueti e magari di andare in trattoria senza prenotare. Le Sirene attirano verso gli scogli… Per una vendetta sulla sponda di un lago ti vedrei attrezzatissima, ammaliare, sedurre per far perdere, nella nebbia, tra le piccole insenature…

    1. Quando non sei cariatide sei uomo di lago, giusto?
      Se scruti nella nebbia, forse, in un’alba pallida e livida, vedrai un batter di pinne e udrai un canto suadente… ma non sarò io: io sarò comodamente sdraiata nel mio lettone king size, a sognare brillocchi.

      1. Collinare di nascita e lacustre d’adozione; però sto in collina anche al lago. Le sirene che si sentono sono quelle della polizia, non è che c’è in giro il tuo Jonathan?

  5. I laghi sono i luoghi delle favole, per me.. quei luoghi degli amori impossibili e inumani, delle creature misteriose, di fate e incantesimi, di passaggi per altri luoghi (penso all’Averno)… sono luoghi che mi hanno sempre suggestionato… e poi i cigni, creature magiche per eccellenza…

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