Numb

Don’t grab
Don’t clutch
Don’t hope for too much
Don’t breathe
Don’t achieve
Or grieve without leave

La conoscete, vero, quella sensazione?

Girotondo isterico di gente, facce, voci, strade che cammino perché devo mentre il cuore è in stracci, rappezzato sommariamente per continuare a farmi male, a stringermi nel pugno del tempo che si muove mentre io sono fermo, paralizzato nell’ultima emozione che mi hai sferrato a tradimento, l’ultima tua frase che mi hai tatuato a forza sulla pelle, l’ultimo tuo sguardo che cercava la valigia e allora corro, mi scapicollo verso il giardino della falsa speranza dove ho tentato di coltivare illusioni, ma ho dato fondo alla mia scorta d’acqua e non restano che arida realtà, mozziconi di promesse, avanzi di ricordi dalle radici resistenti che cerco di estirpare, strappare dalle profondità del mio terreno che non ha crepe ma burroni, orridi d’infinito buio e stupore che non passa, non s’arrende, arranca sugli specchi e scivola, si scortica, si sgretola e si fa certezza.

Voglio anestetizzarmi, drogarmi di silenzio, ovattarmi il respiro fino ad addormentarmi, cadere in coma affettivo, linea piatta dell’amore, lobotomia, amnesia, numb.

Non svegliatemi. Mai più.

Precisazione cosmica: ogni riferimento a luoghi, persone, fatti autobiografici è puramente casuale. Questa è fiction, folks!

26 pensieri su “Numb

  1. Delusione e smarrimento? Speranza e abbandono? Ho saltato a piè pari le frasi in inglese, il senso mi pare quello. Per fortuna “nessuna notte è infinita”! E domani è un altro giorno, si vedrà. (cit. Rossella O’Hara, ma anche Ornella Vanoni). Invece mi dispiace per te ma domani suoneremo il campanello, non illuderti!
    p.s. ma non è che hanno rilasciato il maggiordomo?

  2. Ahahahahah, guarda che è tutta fiction con un pizzico di vita vissuta (ma da mo’)! In genere, quando sono dentro un dramma personale, faccio fagotto e non scrivo rien de rien. Ma avevo la parola “Numb” (anestetizzato) che mi girava nel cervello, et voilà, bonjour tristesse!
    Ma chi siete a suonarmi il campanello? Tu, la calva, il cav., Almost, la Judith con vassoiate di polpette? No, giusto per allertare James, che ci tiene a fornire il delitt… ops, il servizio perfetto…

    1. Here I am! Mi avete invitato giusto?! Se possibile some scones and earl gray will do for me. Miss, conosco quella sensazione di numbness che descrivi e pure a me il dramma toglie le parole( pure il sonno, l’autoironia etc etc…l’appetito no, ecco quello no, l’ho perso solo una volta assieme a 10kg e ho deciso che preferivo perdere il sonno ma non i pantaloni per la magrezza) Saluti a Jimmy

      1. La voilà! Molto bene, avremo un cream tea come si deve, con contorno di bieco spettegulezz e svacco sul divano.
        Chi, chi non ha desiderato essere numb, dimenticare il tormento dell’ammmore che va e dormire fino al prossimo frisson. Vero, meglio i chili che la depression!

    2. Se si parla di polpette, scones (sostituirei all’ earl gray una bella tazza di cioccolata con mashmallow e bando all’avarizia- calorica- tanto anche la cioccolata la possiamo bere con classe, basta alzare il mignolino quando si solleva la tazza)… io ci sono per suonare tutti i campanelli che volete. A patto che non mi chiediate di suonare e scappare perchè penso di essermi dimenticata come si fa (alla faccia della memoria motoria).

        1. al massimo, comodamente adagiate come due divinita’ greche sulle nostre chaise longue rivestite in velluto, possiamo agitare il campanellino tascabile per incitare la servitu’ ad essere piu’ solerte nel servirci il bianchino con polpette!

  3. Gli oppiacei sono ottimi in questi casi. Però se non vuoi passare da un problema ad un altro, ti suggerisco quello che mi è stato suggerito poco tempo fa a me.. mangiati le unghie finché non passa la sensazione, anche se rimarrai senza polpastrelli. Il tempo lenisce le ferite, frase di circostanza, perché in realtà non è il tempo in sè a lenire le ferite, ma una serie di contenuti che troverai in quel determinato tempo, che ti darà meno tempo di pensare, e quand’anche la sensazione non passasse, diminuirà sicuramente di intensità. Come si dice in campo pokeristico, GL Miss, ovvero good luck 😘

    1. Sean, mio piccolo infermiere, sapessi quanti polpastrelli mi sono mangiata nella mia vita! Ma questo post è solo un essay: ormai sono una vecchia lenza che ha un brillocchio al posto del cuore!
      Mi sa che vado a mettere una postilla dove scrivo che è tutta fiction…

      1. Uhm se fosse così non partoriresti certi racconti. Quindi o un brillocchio e quindi non fiction, o fiction e grande cuore…
        si è difficile da leggere anche per me quello che ho scritto, spero tu lo capisca🤔

  4. così armonioso ed equilibrato che sembra il testo di una canzone che non ha bisogno di melodia… aspetto sempre con ansia i tuoi articoli sop ed inizio a pensare tu sia nata per la letteratura, sbucata fuori direttamente con una penna in mano e che la tua prima parola sia stata “vocabolario” e non mamma.

    1. ahahahahahahah, la leggenda narra che la mia prima parola sia stata “…ais”, da Lais, il nome del cane lupo del vicino di casa. Che dire, già mostravo una preferenza per i quadrupedi rispetto ai bipedi.
      Ma se nell’edificio accanto ci fosse stata una gioielleria, sai già quale sarebbe stata la mia prima parola…
      Grazie per i complimenti, sista: visto il tuo talento, valgono ancora di più:*

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