La morte nel villaggio

Vi sono mancata, miei cari?

Nonostante io sia una donna schiva e amante delle comodità domestiche, non disdegno, di tanto in tanto, l’invito da parte dei numerosi amici che godono del piacere invidiabile della mia compagnia.

Ed eccomi sul lettino bianco della piscina, in un ridente residence sul mare con casettine ordinate, bordate di siepi verdi e profumate, tra praticelli all’inglese e gazebo di legno scuro ove trovare ristoro dal sole cocente e dalla perfida, perfida afa.

La fauna ivi presente è così suddivisa: gruppi di adolescenti ridanciani con le teste rasate e improbabili ciuffi multicolor, tutti con un unico neurone da condividere. Mission impossible.

Gruppi di bimbetti schiamazzanti che si gettano in acqua dimenticando la legge dell’impenetrabilità dei corpi, cadendo, perciò, sopra la testa di chiunque si trovi nelle vicinanze del bordovasca.

Gruppi di signore di varie età, dagli enta agli anta, molto anta, con cofane scomposte e rossetto, intente a confrontarsi sui tipici argomenti da vacanza: la dicotomia tra la vita e la morte, spiritualità e libero arbitrio, economia internazionale, la striscia di Gaza, le corna della vicina.

In ultimo, i maschi adulti.

Ignoro bellamente i babbi che immolano le proprie spalle per assecondare i goffi carpiati dei loro pargolazzi, i nuotatori con occhialetti e tappo per il naso che attraversano la piscina a bracciate con la serietà caparbia di una finale d’Olimpiade, e i nuovi arrivati che si guardano attorno con lo stupore del trapassato giunto davanti ai cancelli del Paradiso.

Restano loro. Gli habitués. Quelli che hanno comprato casa quando ancora non c’erano i cellulari. E fanno parte del consiglio. E organizzano le braciolate e i tornei di briscola.

Sono tutti uguali. Al massimo, cambia la circonferenza del giro vita. Arrivano con gli occhiali a specchio, le lenti viola o gialle, la polo col colletto tirato su anche con quaranta gradi e i capelli ingellati. Si stravaccano nella zona vip e lanciano una benevola e tronfia occhiata generale, puntando le nuove pollastre. Alcuni stanziano in acqua, sempre con l’occhiale strategico, e decidono i destini del mondo. Perché il villaggio turistico è un microcosmo dai delicati equilibri.  E decidere se organizzare un’ora di acquagym in piscina, ogni pomeriggio, ha lo stesso valore e le stesse conseguenze della nomina del nuovo presidente of the United States.

Mi trastullo con l’immagine di una fila silente di piranas, insinuatasi furtivamente attraverso una bocca di depurazione della piscina. Nascondo con discrezione la boccuccia ridente, fantasticando sull’effetto che fa.

17 pensieri su “La morte nel villaggio

    1. Missis, please: ho guadagnato il titolo sul campo e intendo sfruttarlo con dovizia.
      Otto, caro, il pesce carnivoro in piscina diventerà virale come la chiappa della Kardashian!

      1. Pensavo al gioco di parole miss is white… Interpretabile quel bianco: innocenza rispetto alla morte del marito, sposa vergine o in ultima ‘in bianco’ (non ci sono più i maggiordomi di una volta)😂😂

          1. Un po’ caldo per un cordiale tesoro, non vorrei che ti facesse girare il capo. Dovresti provare quest’erbetta aromatica. Pensa, la coltivano in un’isola esotica. Pare sia miracolosa!

              1. Come hai già avuto modo di constatare, il mio istinto cupidico mi suggerisce che l’uomo primitivo, umorale, deciso e fracassone fa al caso tuo. Gli opposti si attraggono. Suvvia, vedrai, sará una lunga passeggiata nel lungo e tortuoso sentiero dell’amore.

                  1. Ehm… Il rischio non è mio… Non mi dire che non hai gradito quel simpaticone al quale ti ho introdotto qualche giorno fa. L’uomo della vaggina 😂😂😂😂😂
                    Spero che questa piccola celia non ti tedi gentile signora. In fondo non sono che un misero otto, sopportami…se puoi.

  1. Il villaggio, come il supermercato, è un piccolo o grande specchio della società. Ce n’è per molti professionisti (e non): dall’antropologo al romanziere, dal pittore al semplice osservatore attento in grado di cogliere le sfumature delle cose. Non so di che specie tu sia, ma è fantastico il modo in cui descrivi certi quadretti!

    1. Io sono della specie gramaglie ma con classe, non so se mi spiego. Nel senso che mi disegnano così. Grazie per i complimenti: nascondo la faccetta compiaciuta dietro la veletta.

  2. Sempre perfetta nel tuo riportare con tanto stile eventi e situazioni. Dunque ancora, sempre di più e con sempre maggior cadenza! Come fare senza te? Non è plausibile. Il corso di acquagym poi è stato interessante? Un evento così importante senza te non ha valore.

    1. Senza di me? Impossibol! Essendo votata al sollazzo, lascio una scia di leggerezza dietro di me, mischiata al mio profumo preferito (formula segretissima, personalizzata, creata apposta pour moi).

      Io, fare acquagym? Nonsense, mi toccherebbe appoggiare il mio Margarita e fare della fatica fisica!
      Preferisco restare mollemente adagiata sul mio lettino, sorseggiare, e guardare, sopracciglio alzato, la fauna sguazzante .

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...